Navi da guerra iraniane entrano nel Mediterraneo
di Bijan Zarmandili wROMA Per la seconda volta le navi di guerra della Repubblica islamica iraniana sono entrate nel Mediterraneo e salgono a dismisura le tensioni della nuova "guerra fredda", ancora più pericolosa di quella tra Usa-Urss, come ha definito ieri l'insidioso conflitto politico-militare in atto tra l'Iran, gli Stati Uniti e Israele il ministro degli Esteri britannico William Hague. Una crisi che rischia di degenerare in un confronto armato nella regione con delle conseguenze imprevedibili per gli equilibri mondiali. Le due navi iraniane, il cacciatorpediniere Shahid Qandi e l'unità ausiliare Kharg, partendo dal porto saudita Jedda, hanno superato il canale di Suez e ieri hanno attraccatonel porto siriano di Tartus. Israele ha parlato di "una provocazione", senza però accentuare il tono della polemica; le unità navali di guerra dello Stato ebraico stanno comunque monitorando passo per passo i movimenti delle navi iraniane per bloccare il loro avvicinamento alle coste israeliane. Il comandante della Marina militare iraniana, Habibollah Sayyari, ha detto che le unità della Repubblica islamica nel Mediterraneo portano un "messaggio di amicizia e di pace ai paesi della regione". Ma non ha esitato a sottolineare che quelle navi sono anche la dimostrazione della "potenza" del paese degli ayatollah, di cui le altre potenze, in primo luogo Israele, non possono non tener conto. Un esplicito riferimento anche alla presenza delle forze navali iraniane nel porto siriano come il segnale di sostegno del regime di Bashar al-Assad, sotto attacco dei ribelli all'interno della comunità internazionale per le atrocità che il regime siriano sta commettendo ai danni degli oppositori. Ma ciò che preoccupa gli israeliani è anche il cambio di atteggiamento dell'Egitto nei confronti del regime iraniano dopo la caduta di Hosni Mubarak. Già l'anno scorso, per la prima volta dal 1979, quando l'Ayatollah Khomeini salì al potere in Iran, la giunta militare che detiene il potere al Cairo aveva concesso alle navi da guerra iraniane di superare il canale di Suez e l'episodio di ieri conferma l'intenzione egiziana di rivedere la sua strategia nei confronti della Repubblica islamica. Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, commentando la presenza delle navi iraniane nella acque regionali, ha chiesto alla comunità internazionale di applicare "sanzioni ancora più dure" all'Iran, prima che entri in una "zona di immunità". Israele minaccia sempre con maggiore insistenza di compiere un blitz contro le postazioni nucleari iraniane per impedire che il paese raggiunga la capacità tecnica di costruirsi la bomba atomica. La pericolosa sfida tra Iran e Israele rischia di sfuggire al controllo degli stessi americani che contano di indebolire il regime degli ayatollah con le pressioni politiche e con le sanzioni economiche temendo che l'opzione militare possa incendiare la regione e paradossalmente rafforzare il vertice iraniano all'interno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA