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broni-mortara Vincoli a una greenway e non a un'autostrada nSulla Provincia Pavese del 16 febbraio , leggendo l'articolo "Broni_Mortara, la parola ai sindaci" ho notato un refuso: l'autostrada non costerà ovviamente un milione e ottocentomila euro, ma circa ( per ora) mille e settantotto milioni di euro ( oltre duemila miliardi delle vecchie lire ). Spero di aver scritto in modo esatto, queste cifre per i comuni mortali sono impronunciabili. Un altro articolo mi ha colpita: "La beffa Greenway", in cui il sindaco di Linarolo lamenta la rovina del bellissimo sentiero turistico costato trentamila euro e ora rudere, per i troppi vincoli e divieti che il Parco del Ticino impone alle strutture poste in territorio di propria tutela e competenza. E della signora che ha dovuto commissionare a un professionista una relazione paesaggistica per mettere le inferriate alle finestre, in quanto la sua casa era per pochi metri all'interno del Parco. Ma non ho mai letto grandi osservazioni dell'Ente per i 52 chilometri dell'autostrada Broni-Mortara che passerà in parte su zone di sua competenza, su chissà quanti milioni di metri cubi scavati per rialzare dai 2 ai 6 metri l'autostrada, Ed i cantieri, poi? Dove li metteranno? E nelle enormi cave che rimarranno cosa metteranno? Quale compensazione potrebbe mai sostituire la nostra storia? Basta una relazione paesaggistica come per le inferriate alle finestre? Almeno quelle hanno l'utilità di fermare i ladri, ma il nostro territorio invece di essere tutelato e difeso per la ricchezza che può produrre, per l'unicità delle sue cascine, per la sua storia che generazioni hanno difeso, per le ferite che devono essere curate, ha una spada di Damocle sulla testa che se dovesse cadere , lo ucciderà. E per la morte non vi è ritorno. Marisa Morini zeme Il piccolo mistero dei cartelli stradali nDa Castello d'Agogna si arriva a Zeme e, non appena oltrepassato il viale del cimitero, troviamo vari cartelli di divieto di sosta. Fin qui nulla di strano, senonchè sul retro di due di questi cartelli si legge "Comune di Mortara". Non voglio pensare che i cartelli abbiano le gambe, o stufi di risiedere a Mortara abbiano deciso di trasferirsi a Zeme, oppure che Zeme sia diventata una frazione di Mortara. Quindi, com'è che sono finiti a Zeme? Potrebbe essere che gli amministratori locali di Zeme a suo tempo non avessero il denaro per acquistare cartelli stradali, e che il Comune di Mortara glieli abbia concessi generosamente. A questo punto ogni Comune della Lomellina potrebbe richiedere a Mortara la consegna a titolo gratuito della segnaletica. E lascia molto riflettere che il Comune di Mortara li conceda, come li ha concessi a Zeme, visto che tali cartelli sono stati acquistati grazie ai proventi delle sanzioni elevate a carico dei mortaresi. Leonardo Crepaldi RONCARO A Vidigulfo chiediamo di lasciarci il vigile nCome anticipato al sindaco di Vidigulfo Pietro Sfondrini, nella telefonata intercorsa nel mese di dicembre 2011, vogliamo esprimere il nostro plauso e la nostra gratitudine per l'ottimo lavoro prestato nel Comune di Roncaro dall'agente istruttore Daniele Gordini della polizia locale di Vidigulfo, coadiuvato da una squadra fissa di agenti volontari dell'Associazione Intercomunale P.I.P. nelle varie e delicate funzioni sul controllo del territorio, sicurezza, gestione traffico nell'anno 2010/2011. Si sono particolarmente distinti per impegno, diligenza, capacità professionale e umana. Hanno compiuto notevoli sforzi per assicurare, sia pure in una situazione per il nostro comune di mancanza di organico e risorse economiche, servizi efficaci. Sentiamo il dovere di ringraziare chi ha permesso all'agente Gordini, affiancato dalla sua squadra di lavorare, e confrontarsi con i cittadini, che considerano il lavoro della polizia locale, struttura vitale che svolge importanti funzioni insostituibili. Saremmo grati se fosse dato ancora il consenso alla sua presenza, al fine di continuare il percorso di collaborazione e fiducia intrapreso e che esalta il prestigio dell'istituzione e aiuta la cittadinanza a mantenere ordine e sicurezza. I cittadini di Roncaro (seguono 19 firme) ambiente La globalizzazione non è "sostenibile" nLeggo su un libro scritto da un famoso giornalista "Chi dice a cuor leggero che stavamo meglio quando eravamo più poveri - e c'è questa corrente romantica in mezzo a noi, ammantata da ambientalismo oppure di localismo - dice una fesseria ignobile, che è un insulto a generazioni di italiani che si sono ammazzati di fatica per uscire da quegli stenti." Trovo semplicistica la presa di posizione dello scrittore: personalmente non ho mai trovato "ambientalisti" fessi e desiderosi di diventare poveri. Ho trovato spesso "ambientalisti" preoccupati seriamente per la situazione dell'ambiente ed angosciati (è il termine corretto) per la indifferenza della varia umanità che popola il Pianeta di fronte al fatto che stanno scomparendo molte specie animali e vegetali, si sacrificano terreni coltivabili al cemento in modo demenziale etc. etc. Lo scrittore dice ancora: "Grazie alla globalizzazione, un miliardo di cinesi ha ottenuto un miglioramento reale delle proprie condizioni di vita e altre centinaia di milioni di esseri umani nel mondo intero si sono affrancati dalla fame." Sono d'accordo con questa affermazione. Il problema è che la globalizzazione non è "sostenibile." Essa, facendo riferimento alla metafora globalizzazione - nave, è un sistema artificiale che per mantenersi ha bisogno di produrre sempre di più, di consumare sempre di più, di modificare sempre di più ciò che esiste in natura per costruire macchine adatte al sistema, sostituendo all'ambiente naturale quello artificiale che subirà prima o poi un collasso. Continua lo scrittore "L'obiezione ambientalista - quella secondo cui lo sviluppo di Cina ed India non è compatibile con le risorse limitate del pianeta - potevamo farcela venire in mente un po' prima, quando abbiamo inventato noi quel modello di sviluppo, saccheggiando spensieratamente l'atmosfera e gli oceani, stuprando le nostre foreste e le montagne." Questa frase mi permette di fare due considerazioni suggerite dal ragionamento stesso. La prima: essa denota il riconoscimento della negatività dello sfruttamento delle risorse limitate del Pianeta. La seconda: non è corretto il "noi" nel pensiero riportato sopra. Gli ambientalisti infatti sono sempre stati contrari al saccheggio dell'atmosfera e degli oceani, allo stupro delle foreste e delle montagne. Araldo Bassani sanita' Grazie per le cure alla nostra piccola nChiediamo ospitalità per ringraziare il personale medico ed infermieristico - e in particolre il medico di reparto dott Alessandro Borghesi - dell'ospedale policlinico San Matteo di Pavia, Unità operativa di Patologia Neonatale, per le amorevoli cure apprestate con professionalità e competenza alla nostra piccola Antonietta Edda dal suo ricovero fino alle dimissioni. Eleonora Malinverni Bartolomeo Di Stasio voghera Negozi, dire una cosa e farne un'altra nCome si è potuto constatare da un recente intervento del consigliere regionale della Lega Nord Angelo Ciocca, il dominio della grande distribuzione sta pian piano portando alla scomparsa del piccolo commercio e, ad aggravare questa situazione, secondo le sue dichiarazioni, vi è anche una spropositata apertura di negozi stranieri. Naturalmente balza agli occhi il solito aspetto totalmente demagogico da parte di persone e/o partiti che per anni o da anni hanno governato o governano il nostro territorio. La domanda è: solo gli stranieri portano via lavoro? E i negozi aperti dai cittadini italiani non fanno concorrenza? Vorremmo anche ricordare che nel Pgt di Voghera, approvato con la solita manovra di potere, via Piacenza è stata totalmente resa area commerciale, mentre le nostre proposte sono sempre state a favore del commercio cittadino e del risparmio del suolo. Si constata che, come al solito, la maggioranza a Voghera dice una cosa e, puntualmente, ne fa un'altra. Matteo Zanellati Giovani democratici Voghera poesia Il Ticino immutabile nPariva che l'inveran al duviva rivà pu, parchè i disan che i stagion ièn pu quei d'una volta. Adès ha fat frèd tant me in tal '56, e l'ha mis giù una gamba ad nev, cl'era un po' cl'as vediva. L'ha fai in gir, anca di disastar, con du o tri metar ad fioca. Però, l'è sempar un po', anca una aventura. E non dumà pri fioeu. Ma gh'è da pensà, che prima o poeu, la nev, la sa scioglia. E l'acqua, la va sempar in giù. Ociu che Canal, s'ag gira, al sa manda tuti a canela, malè cl'a sempar fai. Prevision si, o prevision no. E chi da num, l'è forse ura da sentì, un quai veg, par savè malè cl'a buta. E savès insì a regulà, e no burlà giu, dopu, dal per. E no dumà, chi da num. Gaetano Respizzi