«Prostitute in casa ma non sfruttate» Scatta l'assoluzione
di Lorella Gualco wPAVIA Non più giovanissime, ma piacenti, alcune sposate, tutte insospettabili. Ricevevano i clienti nell'appartamento di una palazzina in viale Indipendenza, ma esercitavano la prostituzione da libere professioniste, ognuna con proprio telefono e proprie inserzioni sui giornali. L'autonomia delle belle di giorno di viale Indipendenza è stata determinante per l'assoluzione del proprietario dell'appartamento, della moglie, che gestiva l'attività e a sua volta la esercitava, e dell'amministratore della palazzina. Il Gup Erminio Rizzi ha prosciolto G. T., 64 anni, il marito G. G., 68 anni, entrambi residenti a San Colombano, e l'amministratore dell'immobile, un 53enne pavese, dall'accusa di favoreggiamento della prostituzione. Il giudice, affermando un principio giurisprudenziale innovativo, ha assolto gli imputati perchè il fatto non costituisce reato. In pratica, non si poteva parlare di favoreggiamento alla prostituzione se le donne svolgevano l'attività di ricerca e incontro dei clienti in autonomia, pur usando l'appartamento e contribuendo al pagamento di spese e bollette. Il verdetto chiude una vicenda cominciata nel 2001, quando la squadra mobile aveva cominciato a tenere d'occhio l'appartamento, dopo che alcuni residenti avevano segnalato un via vai sospetto. La polizia aveva scoperto il giro di prostituzione frequentato da clienti di diversa età ed estrazione sociale, tra cui professionisti e funzionari. Nell'appartamento svolgevano la loro attività G. T. e altre tre donne italiane tra i 40 e i 50 anni, residenti a Pavia e nei dintorni. Con inserzioni su giornali e riviste porno erano riuscite ad avere una buona rete di contatti. Fino all'intervento della polizia e all'avvio dell'inchiesta chiusa nel 2010 con le richieste di rinvio a giudizio. Nell'udienza preliminare, al termine di un procedimento con rito abbreviato, il pm ha chiesto la condanna degli imputati a un anno e 4 mesi ciascuno. La difesa, sostenuta dagli avvocati Fabio Santopietro di Vigevano (per i due coniugi) e Ferrari di Pavia (legale dell'amministratore di condominio) ha però fatto notare la differenza tra favoreggiamento della prostituzione e quello che, al limite, potrebbe essere considerato favoreggiamento personale. Secondo il difensore della coppia di San Colombano, perchè si possa parlare di favoreggiamento della prostituzione dovrebbe esserci un intermediario che organizza l'attività e i contatti. In questo caso, invece, le prostitute agivano autonomamente ciascuna creando e gestendo clienti e i guadagni. «L'assoluzione _ commenta l'avvocato Santopietro _ è un atto di coraggio che, in una legislazione lacunosa, mette dei paletti destinati a orientare altri casi simili in futuro».