Stesso contratto della GenSet «Volontà di non licenziare»

PAVIA Quello firmato alla Confartigianato è un accordo previsto da Regione Lombardia. La tipologia B della cassa integrazione in deroga prevede accordi di solidarietà. Solitamente poco utilizzati. Il contratto di solidarietà era stato scelto - ed è ancora in corso - per la GenSet di Villanova, dove i 150 dipendenti dopo due anni di cassa integrazione hanno ripreso a lavorare a orario ridotto. Che è una delle caratteristiche di questo ammortizzatore sociale. «E' prevista una riduzione dell'orario delle attività dell'azienda, da ripartire su tutti i lavoratori – spiega Michele Fucci, Cgil – la parte mancante per la copertura del salario viene integrata da Inps. Non esistono contratti di solidarietà a zero ore lavorative, come previsto invece dalla cassa integrazione». «Noi vorremmo che i contratti di solidarietà fossero usati di più – sottolinea Renato Losio, segretario generale della Camera del Lavoro di Pavia – Qualcosa è stato fatto anche qui in provincia, come per la GenSet di Villanova, ma c'è ancora molta resistenza da parte delle imprese». Perché? «Da un lato c'è una motivazione legata al fatto che con i contratti di solidarietà non si può licenziare – spiega Losio – poi ci sono anche motivazioni tecniche. L'ideale per questo tipo di accordo è applicarlo per mansioni equivalenti, quindi persone che lavorano per esempio sulla stessa macchina e sanno fare lo stesso lavoro. Nella pratica non è mai sempre così, ma sono problemi oggettivi che possono comunque essere affrontati». E sono accordi che comportano delle agevolazioni. «Sono contratti sovvenzionati dallo Stato – spiega Renato Losio – Ci sono agevolazioni sia per i lavoratori che per le imprese. Il punto è che a monte deve esserci la scelta dell'azienda di non voler mandare a casa nessuno. Se la crisi è passeggera il contratto di solidarietà dà gli strumenti per superare le difficoltà». L'azienda riduce l'orario di lavoro, gli stipendi quindi si riducono ma vengono almeno in parte (e in percentuale più alta della normale cassa integrazione) compensati dall'Inps. (ma.br.)