Sival, stipendi non pagati da dicembre

In Lomellina la crisi morde e fa male. Non c'è infatti soltanto la Sival di Sannazzaro: nell'ultimo periodo sono state moltissime le aziende della zona che hanno dovuto affrontare situazioni difficili. Ad oggi infatti soltanto 12 dei 78 lavoratori della Record (storica azienda di Garlasco che produceva pavimentazioni esterne ed elementi di arredo urbano) hanno mantenuto il posto di lavoro dopo la cessione al gruppo Magnetti. Ancora chiuse invece le officine Isauto a Garlasco e a Mortara: dopo Natale le saracinesche di questo storica rete di concessionarie non si sono più alzate, e per i 39 operai è stata da poco firmata la cassa integrazione in deroga fino al 30 giugno. Per i 61 lavoratori ed ex soci della cooperativa Pan-Pla invece sembra proprio non esserci futuro: per loro infatti la cassa straordinaria è finita il 12 novembre scorso. A rischio anche i 18 lavoratori della Comet, azienda di Mortara che produce serbatoi e apparecchi a pressione. di Gabriele Conta e Anna Ghezzi wSANNAZZARO Gli operai non ricevono lo stipendio da dicembre, ma l'incontro tra azienda e sindacati finisce in un nulla di fatto. Ieri infatti nella sede pavese dell'Unione industriali si sono incontrati i vertici della Fidal e i rappresentati della Fiom. Ma le posizioni sono rimaste distanti: l'azienda infatti non ha accettato la richiesta dei sindacati, che chiedono di pagare il 50 per cento degli stipendi arretrati entro mercoledì prossimo. «Ci hanno detto che prima della fine del mese ci convocheranno di nuovo, e ci faranno sapere se l'azienda continuerà o meno l'attività», racconta Massimiliano Preti, della Fiom. «Ma non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro». Più sfumata la posizione dell'azienda. «Entro il 29 febbraio analizzeremo nuovamente la situazione aziendale e le relative valutazioni del consiglio di amministrazione», spiega la Sival in un comunicato. Insomma, i vertici della fabbrica di viti di Sannazzaro prendono tempo. La Fiom però non ci sta. E giovedì incontrerà il sindaco di Sannazzaro, Giovanni Maggi. «Dopo l'incontro con il primo cittadino organizzeremo un'altra assemblea – dice ancora Preti –. E se l'azienda non ci concederà di farla in fabbrica, la faremo alla Camera del lavoro». Insomma, la situazione è molto delicata, come conferma anche Fabrizio Raina. «Siamo seduti al tavolo per cercare di esplorare tutte le soluzioni possibili», dice il responsabile della linea sindacale dell'Unione industriali di Pavia. Intanto i 31 operai della fabbrica di viti di Sannazzaro non ricevono lo stipendio da dicembre, mese in cui è iniziata anche la cassa integrazione straordinaria. «Nell'incontro di ieri abbiamo chiesto di conoscere i motivi per cui l'azienda non ha pagato gli stipendi di dicembre 2011 e gennaio 2012, e perché la tredicesima è arrivata in ritardo», spiega il sindacalista Massimiliano Preti. «E per l'ennesima volta l'azienda ha parlato di mancanza di liquidità». Nel comunicato infatti la Sival si dice «preoccupata circa l'evolversi non prevedibile della situazione». I vertici dell'azienda di Sannazzaro dicono che la situazione è diventata ancora più critica a partire dal mese di gennaio, ma si è detta anche disponibile a pagare gli stipendi di dicembre da qui a dieci giorni. Eppure fino a qualche tempo fa la Sival era una delle più importanti fabbriche di viti per legno, con esportazioni in molti paesi europei. Nel 2007 il suo fatturato era stato di 7,5 milioni di euro. Nel frattempo però la situazione economica è diventata sempre più critica. Nei primi dieci mesi del 2011 infatti il fatturato della Sival è calato del 15% rispetto all'anno scorso, e gli ordinativi quasi dimezzati. Ma la Fiom chiede che non siano gli operai a pagare i costi della crisi. «La recessione c'è sia per l'azienda che per gli operai», dice Preti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA