I racconti di Ruby «Papi? Niente sesso solo bunga bunga»
di Giovanna Trinchella wMILANO Ruby chiamava Silvio Berlusconi "Papi" e alle ragazze della comunità genovese, da cui nell'estate del 2010 scappò otto volte, parlò del «bunga bunga», la «danza con toccamenti" ideata per le serate di Arcore. A raccontare i mille volti di Karima El Marough, scaltra, vulnerabile, esibizionista e molto sessualizzata, ma anche sofferente psicologicamente, è Gigliola Graziani, che gestiva la comunità in cui la minorenne marocchina, spacciata per nipotina di Hosni Mubarak, è stata ospite difficile e incontenibile. L'educatrice ha raccontato ai giudici quello che la ragazza le diceva e quello che raccontava alle compagne cui mostrava gioielli e soldi «tantissimi» che portava con sé ogni volta che rientrava dalle sue fughe. Ruby parlava, si esibiva; diceva di conoscere personaggi famosi, calciatori e attrici, anche Nina Moric e il suo bimbo e aveva rapporti con la famiglia di Lele Mora. Alla signora Gigliola, che Ruby diceva di volere come nonna, la marocchina raccontava di non aver mai avuto rapporti sessuali con Berlusconi che però si stava attivando per farle avere i documenti necessari e «l'aveva aiutata perché non aveva da mangiare»; alla festa cui aveva partecipato aveva solo visto una tavola imbandita con i colori della bandiera italiana. Alla donna, classe 1934, aveva anche detto che aveva avuto rapporti sessuali solo con Luca Risso con cui si sarebbe sposata e che è il suo attuale compagno. Eppure ogni volta che Ruby scappava tornava con tanti soldi, una volta i carabinieri l'avevano trovata in compagnia di un adulto in macchina, in un'altra occasione le erano stati trovati 5mila euro. In aula ieri c'è stata anche la testimonianza del poliziotto che la notte del 27 portò Ruby in questura per il fotosegnalamento. L'agente ha raccontato quella strana notte, quando il capo di gabinetto tramite il funzionario di turno fece sapere che bisognava accelerare il rilascio della ragazza, «che non era indagata né arrestata», e come a un certo punto – dopo che era già stato avvertito il pm di turno per i minorenni Annamaria Fiorillo che aveva ordinato comunità o camere di sicurezza – si presentarono Nicole Minetti, consigliere regionale, e una cittadina brasiliana dicendo che la ragazza era la nipote dell'ex presidente egiziano. A quel punto Ruby, non ancora identificata, era stata portata nell'ufficio del dirigente delle Volanti. «Se non mi avesse detto che era minorenne, non lo avrei mai detto» ha poi risposto il poliziotto rispondendo a una domanda. Un altro agente ha dichiarato che la funzionaria di turno «dopo aver parlato con la ragazza, si fosse convinta che non era parente di Mubarak». Eppure Ruby fu "rilasciata" e affidata alla Minetti, che subito dopo la lasciò andare via con Michelle, una donna brasiliana con cui condivideva l'appartamento. Intanto ieri il Tribunale ha respinto tutte le eccezioni presentate dai difensori nel processo contro Minetti, Emilio Fede e Lele Mora, per induzione e favoreggiamento della prostituzione e ha stabilito che il processo resta a Milano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA