Germania, si dimette il presidente Wulff

di Paolo Carletti wROMA Travolto dallo scandalo di prestiti di favore, regali alla moglie e vacanze pagate da parte di una cricca di «imprenditori amici», ieri il presidente tedesco Christian Wulff, 52 anni, Cdu, si è dimesso dall'incarico. Non una mossa a sorpresa - dopo le accuse dei giudici e le rivelazioni della stampa, che la cancelliera Angela Merkel (suo grande sponsor alle elezioni di due anni fa) ha cercato di evitare per non innescare un terremoto politico interno e soprattutto non perdere un fedele alleato. Ma la richiesta della procura di Hannover recapitata giovedì scorso al Bundestag, il Parlamento tedesco, di privare il Presidente dell'immunità (l'inchiesta sta avanzando velocemente), ha spazzato via ogni perplessità. I magistrati lo accusano da due mesi di illeciti, ma per essere perseguito penalmente è necessario il voto favorevole del Parlamento. Quindi ieri mattina, mentre Angela Merkel si preparava al viaggio verso Roma, poi rinviato, il Presidente tedesco ha indetto una breve conferenza stampa per ammettere che «gli sviluppi dei giorni e delle settimane scorse hanno dimostrato che la fiducia e così la mia possibilità di agire sono stati pregiudicati in modo duraturo. Per questo mi ritiro per far posto a un successore». Wulff ha poi spiegato che la Germania «ha bisogno di un presidente che abbia la fiducia e il sostegno della maggioranza dei cittadini». Poi si è difeso sostenendo di essersi comportato «in maniera retta senza commettere illeciti. Sono convinto – ha concluso – che il mio recarmi alla procura di Hannover mi scagionerà in tutti i modi». E già circolano i nomi di possibili successori: il favorito appare Joachim Gauck, battuto di misura da Wulff il 30 giugno 2010, pastore protestante, ex dissidente Ddr, un cristiano sociale che gode di simpatie anche nella Spd e tra i Verdi. Angela Merkel ha accusato il colpo: «Ho ascoltato le dimissioni di Wulff con molto rammarico» ha detto. «Lui si è dedicato con dedizione e grande impulso alla Germania, ma ora riteneva di non potere servire più il popolo. Siamo tutti uguali davanti alla legge». La cancelliera si è anche augurata che il prossimo Presidente sia scelto sulla base di un'ampia convergenza di tutti i partiti. Certo è che questa volta sarà per lei difficile piazzare un suo uomo nella più alta carica istituzionale tedesca. I guai dell'ormai ex Presidente, in passato governatore del Land della Bassa Sassonia, riguardano soprattutto il periodo precedente alla sua elezione a Presidente. Come Governatore gli viene imputato di aver ottenuto un prestito di 500mila euro da un imprenditore amico con un tasso di favore (4%). Ma ci sono anche pernottamenti in un hotel sull'esclusiva isola di Sylte pagati sempre da un imprenditore a lui vicino. E poi, vestiti di grandi firme alla bella e giovane moglie Bettina (38 anni), sempre pagati da altri. Sullo scandalo si è mosso con decisione il giornale Bild, che ha seguito fin dall'inizio la vicenda, facendo indispettire Wulff e inducendolo a un clamoroso passo falso. Una telefonata al direttore del quotidiano, Kai Diekmann, in cui gli chiedeva di rinunciare o di rinviare la pubblicazione di un articolo che lo riguardava, minacciando azioni legali. Parole lasciate sulla segreteria telefonica del giornalista, e che Bild ha poi pubblicato. Ovviamente insieme all'articolo che Wulff avrebbe voluto censurare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA