Tromello, il progetto dei baby urbanisti
TROMELLO Centoquaranta "progettisti" per la nuova faccia di piazza Campegi: lanciato a Tromello il sondaggio per la realizzazione della riqualificazione della piazza cittadina e così anche le scuole medie sono state coinvolte dall'amministrazione comunale a "disegnare" la nuova piazza. «I lavori in classe sono cominciati proprio questa mattina (ieri per chi legge) - afferma una delle insegnanti di arte che ha preso parte all'iniziativa – tutte le classi produrranno i propri lavori e impiegheremo un paio di settimane a realizzare il tutto, sono davvero entusiasti di questa iniziativa e del fatto che il sindaco abbia voluto coinvolgerli direttamente in questo progetto». I 140 alunni delle scuole medie hanno ricevuto direttamente dalle loro insegnanti un primo questionario da compilare preparato dal comune di Tromello: sul foglio i ragazzi hanno dovuto indicare quali sono le priorità per la nuova piazza, se i parcheggi o le persone, hanno dovuto esprimere il proprio parere sulla tipologia delle luci e sulla presenza o meno dell'acqua. «Insieme al questionario sono arrivate due piantine che rappresentano piazza Campegi e l'area di via Gramsci all'angolo con via Salvadeo – prosegue a raccontare l'insegnante di educazione all'immagine – le idee certamente non mancano ai nostri ragazzi, in un certo senso a livello di creatività si può dire che siano proprio "lanciatissimi"». Il lavoro è individuale per consentire davvero ad ogni piccolo cittadino tromellese di esprimere il proprio punto di vista sulla piazza che negli intenti dell'amministrazione "deve essere considerata e vissuta come un bene di tutta la comunità": «Indubbiamente tra le esigenze e le passioni dei ragazzi c'è il movimento e lo sport quindi per esempio nell'area di via Gramsci che attualmente il Comune utilizza come proprio deposito in molti vorrebbero vedere realizzati dei campetti di calcio o di pallavolo – conclude l'insegnante – per la piazza c'è qualcuno che immagina dei negozi nuovi o anche edifici originali come un "drive in"». L'immaginazione e la fantasia sposano dunque praticità e concretezza in un luogo dove i ragazzi passano fisicamente tutti i giorni e che hanno la possibilità di "ricreare" in termini di arredi e colori, illuminazione e verde pubblico. Maria Pia Beltran