Lavori alla Casorati Genitori protestano per polvere e freddo

La preside Daniela Buzio (nella foto) riceve i genitori a gruppetti. «Abbiamo convocato anche un consiglio di istituto per avvertire i genitori dei lavori – spiega la dirigente – è vero che ci sono dei disagi, ma le norme per la sicurezza sono rispettate». Le quattro aule più vicine al cantiere sono quelle che sentono maggiormente il problema polvere. «Abbiamo avuto anche disagi per il freddo nei giorni di gelo – spiega la preside – per questo abbiamo chiesto di tenere il riscaldamento acceso giorno e notte e così è stato. Abbiamo fatto ruotare le classi per evitare i disagi, ora che le temperature si stanno alzando la situazione dovrebbe normalizzarsi. E comunque dopo Carnevale i lavori saranno finiti. Alcuni genitori ci hanno chiesto di spostare in un altro edificio i ragazzi, ma sarebbe impossibile senza stravolgere l'orario». di Marianna Bruschi wPAVIA Sul pavimento del corridoio al secondo piano della media Casorati si vedono le impronte lasciate sulla polvere. Passano gli operai per raggiungere la biblioteca. Lavori in corso. Polvere e freddo. E scatta la protesta. I genitori delle classi più vicine al cantiere hanno scritto alla preside, al Comune e all'Asl, chiedendo un intervento. Telefonano a scuola, chiedono di incontrare la dirigente. Hanno chiesto di spostare le classi, come era stato fatto per gli alunni della De Amicis: scuola chiusa per lavori e bambini divisi tra le aule della Carducci e del Vittadini. «Ma per una scuola media è diverso, abbiamo docenti che si dividono anche su tre scuole, spostare le classi significherebbe cambiare l'orario», spiega la preside Daniela Buzio. I disagi ci sono, questo non lo nega nessuno. Anche la dirigente e i docenti lo sanno. «E' vero, c'è un docente che sta facendo lezione con la mascherina – dice la preside – ma stiamo facendo tutto il possibile». Due i problemi. Il primo è il freddo. Con i lavori in corso nella biblioteca, nei bagni, nell'aula musica e nei corridoi per rifare i controsoffitti le porte dei corridoi solitamente chiuse si aprono in continuazione. Così entra il freddo. E con le temperature delle scorse settimane fino a meno 14 era difficile scaldare gli ambienti. Per cercare una soluzione la scuola media di via Volta ha chiesto e ottenuto di avere accesa la caldaia giorno e notte. Il secondo problema è la polvere. I ragazzi tornano a casa e raccontano di come è difficile far lezione, impossibile appoggiare le proprie cose in aula. Usano i bagni solitamente riservati ai docenti, perché gli altri sono in fase di ristrutturazione. «Quando si tocca l'intonaco si alza la polvere – spiega Giancarlo Mercuri genitore presidente del consiglio di istituto – I bidelli puliscono ma resta comunque la polvere. Il disagio non ci sarebbe chiudendo la scuola, ma spostare le classi è impossibile. Ai genitori che mi hanno contattato ho detto che bisogna sopportare i disagi ancora per qualche giorno». Questione di giorni infatti. Passato il Carnevale saranno ultimati i lavori al secondo piano, resterà da sistemare solo l'aula musica. «L'Asl ci ha chiesto una relazione sui lavori, ha chiesto delle fotografie, abbiamo rispettato tutti i passaggi – spiega l'assessore ai lavori pubblici Luigi Greco – Dalla relazione risulta che la polvere si trova solo sui pavimenti, non sui banchi». I lavori sono iniziati durante le vacanze di Natale, 150mila euro per intervenire sui bagni e sui soffitti per evitare le infiltrazioni. Lavori che la scuola richiedeva da tempo. E quando sono arrivati i fondi le scelte erano due: rimandare il cantiere all'estate con il rischio però di perdere il finanziamento (come avvenuto con la media Leonardo che aveva già stanziati i 500mila euro poi dirottati sulla De Amicis) oppure dare il via al cantiere e affrontare qualche giorno di disagio. «Abbiamo concentrato i lavori più grossi e pericolosi nel fine settimana, abbiamo mandato squadre a pulire – dice l'assessore Greco – Che ci dicano se dobbiamo sospendere i lavori, ma se così fosse per esempio i bagni resterebbero inagibili». Per i genitori delle classi interessate la situazione è stata in alcuni momenti insostenibile. Per la consegna delle pagelle nessuno è stato fatto salire al secondo piano. E a qualche genitore è venuto il dubbio: «Non volevano farci vedere in che condizioni è la scuola»?