Imu per la Chiesa, l'Europa con Monti

di Maria Berlinguer wROMA «Ci è pervenuta la proposta di Monti: è una proposta che va a costruire un progresso sensibile sul tema e mi auguro che venga accolta». Così il portavoce del commissario alla concorrenza Jaquin Almunia commenta la decisione di far pagare l'Ìci, oggi Imu, agli enti religiosi per gli immobili non adibiti a solo luogo di culto. Sull'esenzione, introdotta dal governo Berlusconi, l'Europa aveva aperto una procedura di infrazione per violazione della concorrenza in seguito all'esposto presentato dai radicali. Una procedura ancora in corso ma che potrebbe essere sospesa quando l'emedamento annuncianto da Monti sarà approvato dal Parlamento. Nelle casse dei Comuni la reintroduzione dell'Ici potrebbe portare 600 milioni di euro. E' una prima approssimativa stima fatta dall'Anci. Un calcolo del gettito più preciso sarà possibile solo dopo la valutazione dell'esatto valore catastale degli immobili interessati. Sulla carta il premier può contare sul sostegno di tutta la maggioranza sul provvedimento. Compreso quello del Pdl che ha voluto l'esenzione. «Se il governo ha individuato delle norme non punitive per la Chiesa le valuteremo con favore, non abbiano ancora visto l'emedamento sull'Ici ma non abbiamo pregiudizi», dichiara Angelino Alfano, segretario del Pdl. «E' giusto che gli immobili della Chiesa adibiti a esercizi commerciali paghino l'Ici come tutti gli altri: la linea di Monti è ineccepibile ed è in linea con quanto sempre dichiarato dalla maggioranza», assicura il leader Udc, Pier Ferdinado Casini. «E' una scelta che risolve una questione che si trascinava da anni», aggiunge Renato Schifani. Il presidente del Senato in ogni caso è certo che non sarà l'Ici a «inquinare» i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa. In Parlamento però lo schieramento cattolico si prepara ad esaminare con attenzione l'emedamento e ha già messo in guardia l'esecutivo dal non tentare colpi di mano. «La decisione del governo ha riportato in superficie il solito rigurgito anticlericale, non si cerchi, nascondendosi dietro il principio di equità, di colpire e tassare tutte quelle realtà che, ospitate in immobili della Chiesa o no, svolgono un'attività di valore pubblico», avverte una nota firmata da Maurizio Lupi (Pdl), Ugo Sposetti (Pd) e Angelo Campagnon (Udc). Mette le mani avanti anche l'Osservatore Romano che auspica che la norma sull'Ici «non sia ambigua» e avverte: «Non è sempre facile stabilire con il metro quadrato dove finisce l'attività commerciale». «Si è parlato di tutto ma non di Ici», assicura l'ambasciatore dell'Italia presso la Santa Sede al termine dell'incontro bilaterale Stato-Chiesa in occasione dell'anniversario della firma per i Patti Lateranensi. All'incontro c'era tutto il mondo politico e istituzionale da Mario Monti a Giorgio Napolitano. C'erano anche i tre segretari dei partiti che appoggiano il governo: Alfano, Bersani e Casini. E molti dei ministri in carica. Un pre-vertice, antipasto di quello che a breve sarà convocato dal premier per discutere i temi dell'agenda delle prossime settimane. Ici, lavoro e questione Rai. Monti ha infatti deciso di accelerare la pratica affrontando il nodo della tv pubblica e del rinnovo del suo vertice. Obiettivo un Cda ridotto e un amministratore delegato. Francesco Caio? ©RIPRODUZIONE RISERVATA