«Una norma scorretta» Cattaneo va all'attacco
PAVIA «Un provvedimento assolutamente non corretto, un furto in casa dei piccoli, dei medi e dei grandi Comuni». Così Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vicepresidente dell'Anci, ha commentato le disposizioni del decreto legge «liberalizzazioni» che obbligheranno i Comuni a trasferire la proprie liquidità nelle casse della Tesoreria dello Stato. Cattaneo ricorda che «l'Anci ha sempre spinto nella direzione dell'autonomia dei Comuni, accettando le grandi sfide che tutto questo comporta, nell'ottica dell'affermazione del principio per cui le risorse che i Comuni riescono con tanta parsimonia e mettere da parte debbano restare sui territori, a beneficio delle comunità virtuose». La scelta del governo, invece, «va in controtendenza rispetto a questo principio, che è uno dei capisaldi dell'azione politica dell'Anci». Il sindaco di Pavia ricorda anche che «il provvedimento è l'ulteriore testimonianza del freno che il governo sta mettendo all'attuazione del federalismo, forse anche con qualche pregiudizio negativo nei confronti dei Comuni. Erano stati fatti grandi passi avanti – ricorda il vice presidente dell'Anci – a partire dal fatto che il federalismo stava finalmente diventando patrimonio di tutte le parti politiche e di tutte le rappresentanze territoriali». La decisione del governo, invece, «è una sconfitta di questo principio, un'affermazione di centralismo esasperato che allontana tutti dall'approccio della responsabilizzazione. Un mancato stimolo allo sviluppo dei territori e della politica». «E' un attacco ai principi dell'autonomia sanciti dalla costituzione», sottolinea anche Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia a commento dell'articolo 35 del «decreto liberalizzazioni», con il quale si sospendono le tesorerie comunali fino al 2014, portando la liquidità degli enti locali dalle banche alla tesoreria centrale.