Il Parma ferma una Juve al rallentatore
PARMA Il Parma di Donadoni, imbattuto dopo cinque gare, blocca la Juventus al Tardini, e i bianconeri restano dietro al Milan a -1, seppur con una partita in meno. Ma sulla gara pesano moltissimo, a parte l'abulia degli ospiti nel primo tempo, le decisioni dell'arbitro Mazzoleni su tre rigori negati che hanno scatenato la bagarre durante la gara, e una mezza rissa dopo il fischio finale, all'ingresso degli spogliatoi. Tre gli episodi contestati in area. Al 18' del secondo tempo su Giaccherini, ed è sembrato fallo netto, al 26' su Giovinco, e pure è sembrato fallo da fischiare, al 48' su Pirlo, ed è sembrata giusta la decisione dell'arbitro. Ma Conte si è infuriato: «Hanno paura di fischiare per noi», è stata la postilla. Episodi che alla fine sembrano dunque equilibrarsi così come il risultato stabilito dal campo, in cui alla netta superiorità della Juventus, per costruzione del gioco e per numero di occasioni, per altro mai gestite con la dovuta cattiveria dalle punte bianconere, si è contrapposta una buonissima vena difensiva dei crociati, capaci di far toccare su tiro un solo pallone all'ex Buffon (ed era fuori dallo specchio), ma bravi a rallentare l'azione degli ospiti e a lasciare pochissimo spazio. Ma quello che ha stupito è stata la lentezza del gioco della formazione di Conte, un 5-3-2 che se avesse giocato in velocità, sfruttando la superiore caratura tecnica della formazione, avrebbe forse raccolto quei tre punti che era venuta a cercare in Emilia per riprendersi la vetta del campionato. Tre le occasioni, sfruttate senza convinzione dal pur mobilissimo Vucinic, e poi da Matri, smarcato da un uno-due dello stesso Vucinic, si è allungato troppo la palla in area venendo bloccato dall'uscita coraggiosa di Pavarini. Nel finale la Juve si è mossa con più convinzione: Si èvisto un bel tiro di Pirlo, un colpo di testa schiacciato malissimo da Vucinic, una grande parata di Pavarini su Giaccherini, e poi il colpo di coda di Pirlo al 48': il fantasista è parso accentuare nettamente la caduta dopo un contatto pressocché inesistente alle spalle di Santacroce.