Abusi su disabile, a giudizio

MOTTA VISCONTI Violenza sessuale e maltrattamenti su una donna di 45 anni disabile e orfana. Su queste accuse si basa il processo che si è aperto in Tribunale nei confronti di una coppia di badanti, marito e moglie di 56 e 63 anni di Motta Visconti. Il sindaco Laura Cazzola si è costituita parte civile, con l'avvocato Ilaria Scaccabarozzi, in qualità di tutore della vittima, che si trova ora in una struttura per portatori di handicap. Gli abusi, secondo l'accusa, si sarebbero concentrati soprattutto dopo la morte dell'anziano padre della 45enne, a giugno dello scorso anno. Rimasta sola, la donna era stata accudita dalla coppia di badanti. I due, che si erano già occupati del padre, si sarebbero offerti di aiutare la figlia a superare le difficoltà della vita di tutti i giorni. Fatto sta che, secondo l'accusa, le cure dei due si sarebbero invece trasformate in poco tempo in violenze. Ci sarebbero stati abusi, al posto di carezze. Botte, invece di gesti di affetto. I lividi sul corpo avevano allarmato gli assistenti sociali del Comune, che avevano fato partire la segnalazione. I due badanti erano finiti in manette. Ma l'accusa di avere maltrattato e abusato della disabile non è l'unica contestazione da cui marito e moglie potrebbero essere costretti a difendersi. Su questa vicenda, infatti, è ancora in corso un'indagine per omicidio, legata proprio alla morte del padre 76enne della vittima. Quel decesso non aveva convinto gli inquirenti, che avevano deciso di riesumare, ad agosto dello scorso anno, la salma dell'anziano. L'esito di quell'autopsia non è stato ancora reso noto, ma il sospetto è che il pensionato possa non essere deceduto per cause naturali. (m. fio.)