Pederzini al tappeto Pavia verso Firenze senza il trascinatore

La Paul Mitchell rischia di pagare a caro prezzo la vittoria con Torino. Domenica la squadra di coach Baldiraghi dovrà affrontare la delicata trasferta di Firenze e dovrà fare a meno di Riccardo Pederzini, perché la distorsione alla caviglia destra lo obbligherà a rimanere a bordo campo almeno una decina di giorni. Meno grave di quello che si poteva immaginare l'infortunio occorso a Cissè: nel duro finale della partita con Torino, il nazionale ivoriano ha ricevuto un colpo sulla spalla destra ed è uscito dal campo. Per lui la diagnosi sembrerebbe essere solo qualche giorno di riposo, domenica contro l'ex Pavia Federico Bellina, Cissè ci sarà. PAVIA Riccardo Pederzini domenica sera ha rinunciato a tornare a casa a Bologna con mamma. La caviglia gonfia e dolorante, accompagnato a braccia fuori dal PalaRavizza, è rimasto a Pavia. E per dieci giorni almeno dovrà restare fermo. Non è una stagione particolarmente fortunata per Riccardo, che stava appena venendo fuori dal risentimento al ginocchio, che si è procurato questa distorsione. «E' una stagione così – ha la forza di sorridere Pederzini – non sono ancora ben guarito dal problema al ginocchio, che è arrivata questa distorsione. Cos'è accaduto? Ho tentato l'uno contro uno, ho passato la palla e saltando non ho trovato più l'appoggio perché un giocatore di Torino ha fatto "ponte" e quando sono atterrato ho trovato sotto un piede e la caviglia è saltata. Forse gli arbitri avrebbero potuto concedere prima l'ingresso sul campo allo staff medico, ma non credo sarebbe cambiato molto». Pederzini ha giocato con Torino la seconda miglior partita della stagione, sia come bottino che come valutazione finale, arricchita da assist e recuperi. «Venivo da due partite in cui non ero riuscito a dare quello che posso – spiega il giocatore – contro Torino ho reagito al momento negativo, mi sono entrati i primi tiri, ho preso fiducia e stavo uscendo dalla crisi quando mi sono infortunato. Quando riprendo, vorrei farlo partendo da questa partita». La Paul Mitchell all'inizio della sfida con Torino è stata tenuta in vita solo da Riccardo Pederzini, anche se dietro tutti sgobbavano la loro parte. «E' stato un caso – commenta Riccardo –. E' capitato altre volte che non segnassi io e allora toccava agli altri. Importante è vincere. Per quanto mi riguarda è stata una delle mie partite migliori, solo che se per caso fossi uscito negli ultimi tre minuti sarebbe stato meglio». Non poteva mancare l'applauso alla difesa. «Abbiamo difeso benissimo – continua Pederzini – abbiamo chiuso il primo tempo sotto nel punteggio solamente perché non segnavamo mai, non perché non difendessimo con intensità. Poi nel secondo tempo in attacco ci siamo sbloccati, abbiamo aumentato l'impegno difensivo, continuavamo a raddoppiare sui giocatori di Torino, in questo modo abbiamo recuperato e vinto. E' stata l'ennesima conferma che se difendiamo con intensità possiamo giocarcela alla pari e battere chiunque, la vittoria con Torino, una delle più forti del girone, lo ha dimostrato. Sono due punti che fanno morale, anche perché abbiamo agganciato Casalpusterlengo in classifica, perché io guardo in su, non alle spalle e spero che al mio rientro Pavia sia ancora davanti». Maurizio Scorbati