Market Vigentina, si indaga per corruzione e abuso edilizio

di Maria Fiore e Fabrizio Merli w PAVIA Un "pentito" e l'ipotesi di reati che andrebbero dalla corruzione (quindi tangenti) all'abuso edilizio. Sono queste le novità che riguardano l'indagine, molto delicata che la Procura di Pavia sta portando avanti sulla realizzazione del maxi centro commerciale lungo la Vigentina. L'inchiesta sul caso-Carrefour, dunque, avrebbe preso vigore nelle ultime settimane in base alle dichiarazioni di un "pentito". Un uomo che si sarebbe presentato in Procura, nelle scorse settimane, per vuotare il sacco su presunte irregolarità legate alla realizzazione, nel 2007, del centro commerciale sulla Vigentina che ospita anche il Carrefour. In Procura c'è il massimo riserbo sull'inchiesta, ma secondo indiscrezioni si starebbe indagando su diversi fronti e su ipotesi di reato che vanno dall'abuso d'ufficio alla corruzione. Il caso–Carrefour già cinque anni fa fu al centro di polemiche e contestazioni da parte degli schieramenti politici di opposizione. E già in quella circostanza fu fatta arrivare alla Procura la documentazione sul progetto commerciale, affinchè i magistrati ne verificassero la regolarità. Addirittura, secondo alcuni, fu la Guardia di Finanza a mettere insieme un dossier sul caso, una serie di documenti che avrebbero offerto alcuni spunti. Poi, però, di quell'inchiesta non si seppe nulla. Fino a che il magistrato Paolo Mazza non ha rispolverato la documentazione già nelle mani della Procura. Cosa è cambiato dopo tanti anni? A quanto pare, poche settimane fa, qualcuno avrebbe deciso di parlare e raccontare dettagli su quel progetto fino a questo momento sconosciuti. Il contenuto della deposizione del "pentito" è top secret. Si sa, però, che le sue dichiarazioni avrebbero già spinto il magistrato a sentire, come informate sui fatti, altre persone. L'inchiesta è alle battute iniziali e quindi per ora non ci sarebbero indagati. La polizia giudiziaria sta confrontando il racconto del pentito con il materiale cartaceo a disposizione degli inquirenti. La discussione politica sulla realizzazione del punto di vendita risale, addirittura, alla seconda giunta Albergati. Anche se l'inaugurazione del centro commerciale avvenne quando Pavia era guidata dal sindaco Capitelli. Tra le perplessità sollevate all'epoca, alcune riguardarono i parcheggi. Originariamente avrebbero dovuto essere realizzati sul tetto del grande magazzino. Poi si decise di farli "a raso", ossia a livello della strada. Questo comportò un risparmio di soldi da parte della società. Quattrini che, secondo gli amministratori dell'epoca, furono comunque compensati.