Un capannone-asilo e un box abitazione Erano tutti abusivi
«Sulle segnalazioni di abusi edilizi alla polizia locale c'è una grande collaborazione da parte della cittadinanza: forse, numericamente, sono le più frequenti e, in genere, arrivano dai vicini di casa». L'assessore alla polizia locale, Andrea Ceffa (nella foto), spiega che il telefono del comando dei vigili squilla spesso per questa ragione. «Le chiamate – afferma l'assessore Ceffa – riguardano anche segnalazioni di non lieve entità. Ad esempio, ne ricordo qualche tempo una inerente la realizzazione di una piscina abusiva all'interno del giardino di una casa. Tra l'altro, quando si tratta di questioni che richiedono l'intervento del Parco del Ticino, la questione può trasformarsi da amministrativa a penale e non sono vicende di scarso rilievo. Noi siamo comunque soddisfatti, perché si cerca di dare una risposta a tutte le segnalazioni che arrivano e se la gente chiama è positvo. Devo dire, però, che non arrivano altrettante segnalazioni su movimenti sospetti vicino a qualche abitazione che potrebbero evitare qualche furto». (d.a.) di Denis Artioli wVIGEVANO Dalla trasformazione di un box in una vera e propria stanza per ampliare l'abitazione fino all'asilo nido privato abusivo. Sono diciannove le irregolarità edilizie rilevate dalla polizia municipale nel mese di gennaio e su cui si sono aperti altrettanti procedimenti con esiti diversi tra loro (ripristini, demolizioni, pagamenti di multe). In un'abitazione di corso Pavia, in seguito a un accertamento dei vigili urbani, è stata scoperta un'autorimessa trasformata in locale abitativo, «con chiusura dell'ingresso e apertura di una porta di collegamento con un'unità abitativa attigua». In questo caso, ai proprietari dell'immobile è stato inoltrato un avviso di demolizione. In una strada del centro, vicolo Vecchie Mura, i proprietari di un edificio hanno chiesto di poter presentare un progetto di sanatoria, dopo che i vigili hanno scoperto la realizzazione di opere varie: demolizione di una scala esterna di collegamento tra piano terra e piano primo, rifacimento totale del tetto del porticato esistente e realizzazione di una soletta in legno con formazione di nuovo piano sottotetto. In corso Genova, invece, è stato realizzato un manufatto al confine con un'altra proprietà, con copertura in onduline e un portico con copertura di lastre ecologiche sostenuto da undici colonne in cemento. Una parte è stata sanata, l'altra è stata fatta demolire. In un altro edificio del centro storico, in via Cavallotti, a due passi dalla piazza Ducale, la polizia locale ha invece accertato la presenza di una veranda abusiva, edificata molti anni fa, oltre a vari lavori interni (disposizione diversa di locali cucina, bagno e camera da letto), sostituzione di serramenti interni e innalzamento della soglia di ingresso al piano terra dell'abitazione. In questo caso è stata pagata una multa di 883 euro, alternativa al ripristino. In una zona periferica, in via Vecchia per Gambolò, invece, un proprietario ha abbattuto quattro piante: il procedimento è stato chiuso dopo la ripiantumazione di alberi forniti dal Parco del Ticino. Mentre in via Cagnola, davanti a un condominio, tre "panettoni' sono stati posizionati al termine della strada, su terreno privato con vincolo, però, a zona per la viabilità in base al Piano di governo del territorio. La situazione precedente è stata ripristinata e il procedimento si è chiuso. In un'abitazione di vicolo Barbavara, invece, sono state realizzate opere interne comportanti la demolizione di tavolati al piano seminterrato e la realizzazione di un bagno all'interno di un locale già adibito a cucina e di un ripostiglio in un locale che invece era adibito a bagno. Il procedimento è stato chiuso in seguito alla procedura di conciliazione e al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. In uno stabile di corso Torino, infine, è stata cambiata abusivamente la destinazione d'uso di un edificio, senza interventi, in modo non compatibile con la zona urbanistica: in sostanza, un capannone è stato adibito ad asilo nido privato, con attrezzature e arredi, ma in assenza di autorizzazione. Il procedimento è stato chiuso con il pagamento di una multa da mille euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA