Stupro dopo la discoteca Nuda e ferita nella neve
ROMA Era svenuta, seminuda nella neve e al freddo, con gravi ferite soprattutto nella zona genitale. E' stata trovata così, attorno alle 3.30 di ieri, all'esterno di una discoteca nel comune aquilano di Pizzoli, una studentessa di 20 anni, originaria di Tivoli. Non lontano, bloccato da gestore e un buttafuori del locale, c'era un giovane militare di stanza all'Aquila, con gli abiti sporchi di sangue. «E' stata una aggressione selvaggia» hanno detto i carabinieri dell'Aquila, che seguono la pista di uno stupro, di una o più persone: la vittima, studentessa all'Aquila, è ricoverata in gravi condizioni, anche se non corre pericolo di vita, nell'ospedale del capoluogo abruzzese. È sotto choc, circondata da genitori, sanitari e psicologi: i medici sono stati costretti a suturarle le ferite ai genitali provocate dalla violenza. Le sue condizioni non hanno permesso ai carabinieri di ascoltarla, ma la sua testimonianza è definita determinante per chiarire una vicenda che secondo gli inquirenti ha contorni poco chiari e per definire la posizione del giovane. Di fronte alle domande dei carabinieri, il militare ha respinto ogni addebito, parlando di un rapporto consenziente. A gestore e buttafuori del locale che lo avevano avvicinato per primi avrebbe detto: «L'ho solo baciata». Ieri i carabinieri hanno ascoltate almeno 15 persone, altre saranno sentite. I militari dell'Arma, coordinati dal comandante provinciale Savino Guarino, attendono ora i risultati dei rilievi tecnico-scientifici dopo i prelievi dei Ris: per ora nessuna ipotesi è esclusa. Ieri sembrava che gli arresti per il responsabile o i responsabili fossero imminenti, ma nel pomeriggio è prevalsa la cautela. In questa prima fase delle indagini, coordinate dal pm Davide Mancini, viene ritenuta importante la testimonianza del gestore, Luigi Marronaro, che con il locale chiuso si è accorto della ragazza riversa nella neve durante il suo solito giro di controllo all'esterno e ha bloccato il giovane militare. «Sembrava morta» ha detto. «Abbiamo cercato di rianimarla senza riuscirci e poi di "beccare" il responsabile. Forse è successo nel parcheggio. Sarà lei stessa a dirlo quando starà meglio. Siamo tutti scioccati, ma quanto avviene fuori dal locale non dipende da noi». «È un fatto sconvolgente, atroce» ha affermato il sindaco Angela D'Andrea. «Mi auguro che il responsabile o i responsabili vengano individuati al più presto».