Liberalizzazioni, professionisti in pressing

di Maria Rosa Tomasello wROMA Di fronte a 2.299 emendamenti al decreto liberalizzazioni, il governo si prepara ad affrontare i prossimi giorni con la missione di fermare «l'assalto alla diligenza», anche se questo dovesse significare blindare il provvedimento con la fiducia. Per ridurre il numero delle modifiche, il premier Mario Monti potrebbe incontrare nei prossimi giorni i leader dei partiti che sostengono l'esecutivo: a firmare il maggior numero di emendamenti, infatti, sono stati il Pdl, con 700 richieste, e il Pd, che ne ha depositate 650. Nemmeno 300 sono quelli arrivati dall'opposizione: 150 dalla Lega e 140 dall'IdV, mentre l'Udc è addirittura pronta a ritirare tutte le proposte per non ostacolare l'iter che comincerà domani in commissione Industria del Senato. «I partiti devono tralasciare le logiche di interesse» ha ammonito il presidente dei senatori Gianpiero D'Alia, «o le conseguenze le pagheranno i cittadini». Sullo scontro con le grandi catene è tornato il ministro delle Politiche agricole Mario Catania: «Trovo scandaloso che la Grande distribuzione abbia avuto ua reazione così violenta contro norme elementari di giustizia» ha detto. «In Commissione ci sono oltre duemila emendamenti e il testo ne uscirà con la fiducia». La lobby dei professonisti ha fatto sentire il proprio peso con una pioggia di emendamenti, circa 200, che puntano a cambiare, o addirittura ad abolire (come chiedono Pdl, Coesione nazionale e Lega Nord), l'articolo 9 del decreto. Una decina di proposte chiedono di rinunciare all'abolizione delle tariffe, altre (soprattutto del Pdl) sono contro l'obbligo di preventivo e l'eventuale sanzione. Tra le quasi 3mila pagine spuntano anche due proposte di correzione avanzate dal Pd che riguardano uno dei temi centrali dell'agenda politica: l'asta delle frequenze tv. Tre deputati (Perduca, Poretti e Vita) chiedono infatti «una procedura di assegnazione su base onerosa» di una parte delle frequenze per le quali è previsto il meccanismo del «beauty contest». Entrano nel calderone i danni del maltempo, con il senatore del Terzo Polo Enrico Musso che chiede di escludere dall'ambito di applicazione del Patto di stabilità le spese attuative delle ordinanze emesse dai Comuni per l'emergenza neve, ma anche le richieste di semplificare la separazione consensuale tra coniugi e una corsia più veloce per la disdetta del canone Rai. «Ci sono nel governo troppe esitazioni in settori fondamentali. Trasporti, energia, banche, servizi pubblici locali, si deve fare di più» avverte però il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, sottolineando che «il confronto si svolge in parlamento con correttezza e trasparenza». E' un monito che arriva anche dall'IdV: «Il decreto va modificato in base agli emendamenti presentati al Senato, non a tavolino in qualche ristorante romano» sottolinea il capogruppo Felice Belisario, parlando di «governo rappresentativo di particolari interessi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA