Casa Serena, battaglia in procura

CILAVEGNA Il fondo di solidarietà per chi non riesce a pagarsi la retta della casa di riposo con la pensione da 100mila euro previsto nel bilancio dal sindaco Giuseppe Colli è stato un altro tema foriero di polemiche. Il sindaco, infatti, ha spiegato che sarà distribuito in base all'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, ma non solo dell'assistito, bensì di figli e familiari che concorrono al suo sostentamento. «Le regole di accesso – ha spiegato il sindaco – saranno stabilite dal me e dal Comune di Cilavegna». Scontro anche tra Anna Fratta, segretario del sindacato pensionati della Cgil e il tavolo dei relatori: ntervento della Signora Fratta del Sindacato della Cgil: «A fine settembre – spiega Fratta – abbiamo scritto al Comune per ricordare l'accordo siglato nel 2010 che prevedeva solo gli adeguamenti Istat, ricordando anche che non sarebbe stato utile disporre poi l'aumento in un'unica soluzione». Tanto più che in tutta la provincia le case di riposo hanno aumentato le rette al massimo del 5%. (a.gh.) di Anna Ghezzi wCILAVEGNA Il sindaco Giuseppe Colli è arrivato a Casa Serena per l'incontro con i familiari degli anziani scortato da due carabinieri, un vigile e dalla giunta, esortando al dialogo costruttivo. Ma è muro contro muro: nessun margine di trattativa sui contestati aumenti delle rette, pari in media a 300 euro al mese per ciascuno degli anziani, nessuna marcia indietro da parte del consiglio d'amministrazione che rivendica le sue funzioni. Ma i familiari non ci stanno: in 75 continueranno lo "sciopero delle rette", ovvero a pagare la retta vecchia, senza la quota in più decretata a dicembre dal Cda presieduto da Pier Angelo Ugazio. E i parenti degli anziani, dopo una serata in cui la tensione è montata a più riprese, hanno chiesto documenti e bilanci dal 2010 ad oggi per portarli in Procura. «Vogliamo vederci chiaro – spiega Francesco Mazzini –. Ci hanno spiegato più volte le voci del bilancio, ma vogliamo capire a che cosa è dovuto il deficit di oltre un milione di euro e l'aumento di dieci euro al giorno». Il comitato parenti ha fatto dunque richiesta, appellandosi alla legge sulla trasparenza degli atti della pubblica amministrazione, dei bilanci 2010, 2011, 2012, del personale in servizio nei tre anni, l'elenco puntuale di tutte le singole rette per ogni ospite, l'atto di vendita tra Comune e Casa Serena. «E il curriculum del direttore – spiega Mazzini – Ci interessa in particolare capire quanto tempo dedica alla struttura, quanto tempo è presente». Richieste che hanno suscitato rabbia da parte degli amministratori, che fin dall'inizio avevano cercato di puntare sul "dialogo costruttivo". I familiari hanno inoltre scritto Regione Lombardia e all'Asl per chiedere verifiche sia sull'aumento che sulla qualità del servizio offerto. «Ci hanno nuovamente parlato di bilancio – spiega Maria Grazia Andreula, uno dei familiari – dicendo che a causa dei mancati aumenti degli anni scorsi, le entrate non bastavano più a coprire i 10 milioni di spese della struttura. Senza nessuna possibilità di trattare, o di ascoltare le nostre ragioni». Indignato anche Mario Conenna: «Siamo in 75 ad aver pagato la retta vecchia – spiega – tre non hanno pagato e gli altri si sono adeguati alle nuove rette. Ci hanno intimato di pagare. Ma mia madre prende una pensione di 1568 euro, ora deve pagare 1736 euro per la casa di riposoi in un momento in cui di lavoro, anche per noi, ce n'è poco». Ugazio ha spiegato che se il deficit di un milione e 250 mila euro del 2011 fosse stato fatto pagare tutto ai degenti, le rette sarebbero state aumentate del 30% e non del 17%: il calcolo del la somma delle entrate dai soli aumenti (300 euro per 258 degenti per 12 mesi) dà una cifra pari a quasi 930mila euro. a.ghezzi@laprovinciapavese.it ©RIPRODUZIONE RISERVATA