PalaBasletta, la giunta sotto accusa
VIGEVANO A nessuno è andata giù l'ultima idea, proveniente dal palazzo comunale, di trasformare il PalaBasletta in un grande parcheggio da 280 posti. Non è andata giù al popolo dei tifosi, al mondo sportivo, a chi, ogni giorno, gestisce la struttura per mandare avanti la propria attività sportiva, e nemmeno al mondo politico. E il fatto che, nonostante il freddo, dalle 19 in poi ieri sera i rappresentanti di buona parte del tifo e del mondo sportivo vigevanese si siano trovati proprio davanti alla «Carducci», così come è conosciuto da tutti il PalaBasletta, la dice lunga sul simbolo che l'amministrazione vorrebbe portare via alla città. All'indomani dell'uscita della notizia, il mondo vigevanese legato al tifo e al basket si è già mobilitato, creando un gruppo su Facebook intitolato «Don't touch my Carducci» (Non toccate la mia Carducci). «Un pezzo di storia del basket non si tocca». Questo il pensiero degli oltre quattrocento membri del gruppo (tifosi, cittadini, ex giocatori, ex allenatori) che non ci stanno proprio a vedersi portare via quel posto che è stata la casa del basket vigevanese dagli anni Sessanta ad oggi. Da due anni, la sua gestione è passata dalla Nuova pallacanestro Vigevano alla Cat, squadra di basket cui sono tesserati circa 300 ragazzi, comprese anche le prime squadre. «Siamo venuti a conoscenza di questo progetto soltanto tramite i giornali _ dice Andrea Colombo, vicepresidente _ . Non siamo mai stati avvertiti né convocati per parlarne, e questo ci dispiace. Quella palestra lavora dalle 10 alle 14 ore al giorno anche con la scuola Bussi, e tutta l'attività della Cat, compreso il settore giovanile, gira intorno al PalaBasletta. E poi ci sono due squadre esterne (Juniorbasket e Basket around) che fanno un allenamento a testa alla settimana e le partite interne del loro campionato. Una notizia del genere è destabilizzante per tutti». A fare ginnastica in quella palestra, da sempre, ci vanno le quindici classi della scuola media Bussi. Due ore a testa, impegnano il PalaBasletta per 30 ore la settimana. «A noi non è stato comunicato nulla _ dice la preside, Caterina Cornalba _. Probabilmente si tratta di un'ipotesi che la giunta ha fatto. Ma le ore di educazione fisica i ragazzi devono farle, se non sarà più lì, ci diranno dove». Sì, ma dove? Al nuovo palazzetto dello sport? E sarà quella, in caso di abbattimento, la nuova destinazione delle società sportive? «Chiederemo sicuramente un incontro in Comune _ dice il presidente Cat, Cesare Barbé _ , per capire come e in che modo muoverci». «Sono rimasto sorpreso dalla notizia _ ha dichiarato Oscar Campari, presidente del Pool Vigevano sport e del Coni provinciale _, per il modo in cui è stata lanciata soprattutto. Se è una necessità della città, se ne parla insieme agli addetti ai lavori fino ad arrivare ad una conclusione, e spiace ancora di più perché col Comune stiamo cercando di collaborare su più fronti ed iniziative». Probabilmente anche questo argomento verrà portato in consiglio comunale, per una discussione. Ma anche lo sconcerto delle forze della minoranza davanti alla notizia è grande e palese. «Ci sembra _dice Fiorella Valvo, Civiltà vigevanese _ che faccia parte di quel groviglio di idee e confusione portate avanti dalla maggioranza. Senza un piano, senza un progetto alla base». All'incontro spontaneo dei tifosi ieri sera, al gelo, una quarantina davanti al Carducci, slogan durissimi contro la giunta e la richiesta di abbandonare il progetto al grido: «Giù le mani da casa nostra, il Basletta non si tocca». Ilaria Cavalletto