Trivolzio, Sea Elnagh chiede lo sgombero

TRIVOLZIO Monta il livello della preoccupazione alla Sea Elnagh di Trivolzio. Tra meno di dieci giorni il presidio cominciato dopo la notizia della chiusura dello stabilimento che avrebbe lasciato senza lavoro 130 dipendenti, compie 75 giorni. Ma l'amministratore delegato del gruppo Sea Maurizio De Costanzo è tornato a chiedere a gran voce lo "sgombero" del presidio, sottolineando la necessità di far uscire i camper parcheggiati nel cortile per poterli vendere, e fare cassa. Lo ha fatto con una lettera, inviando i suoi avvocati in prefettura per annunciare che Sea vuole rientrare in possesso dei suoi mezzi e dello stabilimento presidiato. Gli operai, restano fuori dai cancelli, intorno al fuoco, fanno i turni. Ieri, ricevuta la lettera di sollecito della ditta, i rappresentanti dei lavoratori sono stati convocati dal prefetto: «L'amministratore delegato ha chiesto di poter far uscire i mezzi – spiegano dal palazzo della prefettura –. Finora al presidio non sin è registrato nessun tipo di illegalità Nè da parte del proprietario si sono verificate azioni di forza. Richiamiamo tutti affinché prevalga il senso di responsabilità da entrambe le parti». Se la proprietà si presentasse con le bisarche per caricare i camper, la resistenza diventerebbe fuori legge. Ma il presidio è lì proprio per quello, per impedire che se ne vada l'ultimo pezzo di azienda che potrebbe garantire ai lavoratori un margine di trattativa. «Noi non faremo nulla di illegale – spiega l'Rsu Sandro Deiana – ma è chiaro che di qua non ce ne andiamo. Da due mesi ci fanno i complimenti per il nostro comportamento decoroso, non abbiamo intenzione di fare colpi di testa né di creare problemi alla cittadinanza». Ma intanto qualcosa si muove. E l'attesa per l'incontro di giovedì in Regione si fa febbrile. su Twitter @anna_ghezzi