Stop alla discarica di Cava: «Troppo vicina alle risaie»
CAVA MANARA Risaie troppo vicine alla discarica di amianto, un progetto di recupero di una ex cava in disuso che ora si è trasformato in discarica pura e viabilità insufficiente a sostenere il traffico di una discarica ultra decennale su arterie già sature dal traffico quotidiano. La sospensione dell'iter per l'approvazione regionale alla discarica di cemento amianto alla ex Cava Villa è stata ottenuta dopo quattro ore di discussione a tratti molto accesa in Regione dal fuoco incrociato di Provincia, Parco del Ticino e Comuni confinanti. «È tutto stato messo a verbale – spiega l'assessore provinciale all'ambiente Alberto Lasagna –, e noi dovremo firmarlo. La Regione non ha potuto ignorare il fatto che la Provincia abbia creato un gruppo di lavoro per stabilire i siti idonei allo smaltimento dell'amianto. E la ditta ha concordato con noi sulla necessità di un rinvio di 90 giorni, come richiesto dai sindaci, per rispondere alle nostre obiezioni precise». Sulle risaie confinanti con il deposito, per esempio a ovest, in contraddizione con la normativa regionale in materia dice Piazza Italia. Il Parco del Ticino, invece, ha addirittura messo in discussione tutta la procedura:. Da rifare dato che non c'è più alcun recupero della ex cava, con l'esclusione della discarica di inerti che dovere riempire la "buca" dell'ex cava Villa. Posizione che è stata sottoscritta anche da Provincia e dai sette comuni di Cava Manara, San Martino, Carbonara, Villanova, Zinasco, Sommo e Travacò. Tra 90 giorni, la Regione potrebbe comunque decidere di dire sì, dando spiegazioni ad ogni eccezione proposta dagli altri enti. Ma in questo caso aumenta in maniera esponenziale il rischio di ricorsi. (a.gh.)