Vidigulfo, paura microcriminalità Il prefetto: «Serve l'aiuto di tutti»

VIDIGULFO Ha incontrato gli amministratori comunali e le realtà imprenditoriali. Ma soprattutto ha voluto incontrare i cittadini. E da loro si è fatta raccontare i problemi di questo centro di 6mila abitanti, tra Pavia e Milano, terra di frontiera diventata bersaglio della microcriminalità. Il prefetto Giuseppa Strano è arrivata a Vidigulfo ieri mattina, invitata dal sindaco Pietro Sfondrini che nei mesi scorsi aveva chiesto aiuto per garantire più sicurezza ai suoi cittadini. Vandali in centro e nelle periferie, spacciatori nelle campagne distanti pochi chilometri dal milanese. E poi i furti, in aumento qui, come negli altri centri del Pavese: la provincia di Pavia nelle statistiche dell'Associazione nazionale forze di polizia è seconda in Italia per i furti in casa, 521 ogni 100mila abitanti, aumentati del 19,8% rispetto all'anno precedente per un totale di 2.835. Il prefetto, che rappresenta lo Stato, ha ricordato che «le istituzioni sono al servizio dei cittadini». «Il prefetto non vive nel palazzo, non devono esserci barriere e, se ci sono vanno abbattute», ha spiegato Giuseppa Strano che ha anche chiesto la collaborazione della popolazione: «È impossibile prevenire senza l'aiuto dei cittadini che devono segnalare e denunciare situazioni anomale. Le forze dell'ordine stanno intensificando i controlli, anche a sorpresa, ma la popolazione deve abituarsi ad una maggiore prudenza». Che a volte non basta. E c'è paura. «La gente non si sente al sicuro – ha ricordato il primo cittadino -. I vandali hanno preso di mira alcune zone di Vidigulfo e il compito degli amministratori è quello di tutelare i cittadini». Il sindaco e l'assessore alla sicurezza Domenico Bertuzzi (Lega) al prefetto avevano chiesto uno sforzo ulteriore da parte delle forze dell'ordine. «La visita del prefetto – ha sottolineato Bertuzzi – è un importante segnale di attenzione nei confronti del paese e delle sue necessità. In quest'ultimo periodo i carabinieri hanno incrementato i controlli e i posti di blocco. E gli episodi sono diminuiti». Il comandante della polizia locale, Fabrizio Bossolesi, ha aggiunto: «Lavorare in sinergia, come ha ricordato il prefetto, è fondamentale perché i vigili sono pochi e non riescono ad effettuare un manitoraggio capillare del territorio». Nella sala del Consiglio erano tanti i cittadini presenti. «Abbiamo bisogno di atti concreti – ha detto Luigi Riffaldi, intervenuto a nome delle associazioni di volontariato -. Le istituzioni devono far sentire la loro presenza . E questo prefetto lo ha fatto. È venuta in mezzo alla gente, ha voluto essere vicina ai nostri problemi». Alberto Guida, medico, ha aggiunto: «La presenza del prefetto ci appare come un segnale di vicinanza in un momento in cui Vidigulfo si trova a dover fronteggiare episodi di microcriminalità, un fenomeno del tutto nuovo per una realtà finora molto tranquilla». Stefania Prato