Svaligiata la sala slot alle Rotonde
di Adriano Agatti wGARLASCO I ladri si sono calati da un buco aperto nel sottotetto e hanno messo fuori uso la centralina del sistema di allarme. Un colpo da veri professionisti quello messo a segno alla sala slot delle Rotonde, in via Foscolo. Il bilancio è decisamente pesante: la banda ha aperto e svaligiato quaranta macchinette videogiochi e due cambiamonete. E' stata anche forzata la cassa del locale. Un colpo da diverse decine di migliaia di euro. Dalle macchinette i ladri hanno prelevato circa quarantamila euro in monete da due euro. Ma non solo. Gli scassinatori hanno anche aperto il bancomat interno di Unicredit e hanno arraffato oltre diecimila euro. Le banconote rischiano però di non poter essere utilizzate perchè sono state «sporcate» dal sistema di allarme con una vernice indelebile. Ecco la ricostruzione di un furto che sembra uscito dalla trama di un film d'azione. La gang, composta da almeno cinque o sei persone, è entrata in azione l'altra notte. I ladri hanno scavalcato la recinzione delle Rotonde e si sono portati verso i locali della vecchia discoteca. Qui sono saliti nel sottotetto della sala slot e hanno aperto un foro. Da qui si sono calati in una saletta vuota che è in fase di allestimento. Una sala che, nelle intenzioni dei titolari, dovrà essere riservata ai fumatori. Il sistema di allarme non è entrato in funzione e gli scassinatori hanno raggiunto la centralina e l'hanno distrutta. A questo punto erano tranquilli: nessuno poteva disturbarli. Sono entrati nella sala slot dove hanno forzate quaranta macchinette. E hanno prelevato una enorme quantità di monete. Hanno anche aperto la cassa del locale da dove hanno preso altro denaro. Ma non hanno concluso qui il «lavoro». Hanno anche sfasciato lo sportello bancomat interno da dove hanno prelevato il contante. I ladri hanno poi aperto una porta che si affaccia sulla parte esterna de Le Rotonde, quella estiva delle piscine. E si sono allontanati senza che nessuno si accorgesse della loro presenza. Il furto è stato scoperto la mattina seguente dai dipendenti che sono arrivati al lavoro. Hanno visto che l'allarme era disattivato e hanno chiamato i carabinieri.