Bagarre dei leghisti contro il decreto "svuota-carceri"

di Maria Berlinguer wROMA Lega scatenata alla Camera contro il decreto svuota-carceri. Quando, come anticipato martedì dal ministro Paola Severino, il «povero» ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha annunciato che il governo poneva la questione di fiducia dai banchi del Carroccio sono partite salve di fischi e cori. «Vergogna, Vergogna». «Con una maggioranza di oltre 500 deputati l'esecutivo non è in grado di far funzionare il Parlamento», attacca il leghista Maurizio Fugatti. «Ci costringete ancora una volta a votare contro», rincara il dipietrista Fabio Evangelisti. Ma non sono solo i leghisti a manifestare malumore contro il decreto. Anche all'interno del Pdl volano parole grosse. «Mettono la fiducia e se ne vanno! Siamo meno di merde, Minus quam merdam», è lo sfogo del berlusconiano Maurizio Bianconi. «Quattro provvedimenti, quattro fiducie e Napolitano che non dice niente», rincara. «Proprio loro protestano? A quante fiducie ci hanno messo davanti?», ironizza il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. E' la Severino a spiegare perchè il governo ha messo la fiducia. «Dal punto di vista della Lega possono comprendere le ragioni politiche della protesta ma porre la fiducia sul decreto svuota-carceri era assolutamente necessario», dice ricordando che il decreto va approvato entro il 20 febbraio. E che l'ostruzionismo della Lega che ha presentato 600 emendamenti non avrebbe consentito spazi diversi. «I presupposti di necessità e di urgenza ci sono : se c'era una materia su cui si poteva e doveva fare un decreto d'urgenza era proprio questo», aggiunge Severino. Il ministro della Giustizia ha insistito sulla necessità di alleggerire il sistema carcerario dove a fronte di 45 mila posti sono stipati quasi 70mila detenuti, ma ha voluto rassicurare i cittadini: «Nessun delinquente pericoloso darà lasciato libero di camminare per strada».. Con il provvedimento usciranno progressivamente 3.500 detenuti, innalzando fino a 18 mesi la pena residua che è possibile scontare agli arresti domiciliari. Previsto l'utilizzo delle celle di sicurezza presso le caserme e le questure. Ridotto dalle attuali 96 ore a 48 ore il tempo per la convalida dell'arresto. Il decreto stanzia inoltre 57 milioni all'edilizia carceraria. Oggi alle 12 il voto di fiducia. Martedì alle 19,30 il voto finale in diretta tv. Con probabile nuova bagarre. Intanto ieri Mario Monti ha incontrato una delegazione dell'Associazione nazionale magistrati per studiare una soluzione per modificare la norma che ha introdotto la responsabilità civile dei magistrati. I magistrati ritengono che la norma, votata da Pdl e Lega sia «intimidatoria» nei loro confronti e hanno minacciato uno sciopero in caso non venisse rivista. Il governo si è impegnato a dialogare con le forze che lo sostengono per un'intesa che consenta ai magistrati di lavore «con serenità di giudizio nell'esercizio delle loro funzioni». Dal Pdl per ora è niet. ©RIPRODUZIONE RISERVATA