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TORTONA Il commercio tortonese soffre della crisi generalizzata e alcuni titolari di esercizi scelgono di spostarsi dall'asse della via Emilia, che tradizionalmente costituisce il cosiddetto centro commerciale naturale cittadino. Al momento nel tratto centrale della via principale si contano ben nove negozi sfitti, con le ultime chiusure contabilizzate a fine gennaio. Anche se in alcuni spazi rimasti liberi si stanno già preparando i subentri, il dato salta all'occhio e comunque non sarà semplice riempire in tempo breve tutti i buchi rimasti in pochi metri di passeggio. E' comunque presto per parlare di desertificazione commerciale del centro, o quanto meno occorre attendere ancora qualche tempo e verificare se la chiusura di molti locali sia dovuta a situazioni contingenti, locali e globali, o a scelte strategiche. Però in tutto questo si insinua un pensiero legato anche a scelte precise: almeno un paio di esercizi che fino a pochi giorni fa avevano sede in via Emilia hanno deciso di trasferirsi in altri spazi più o meno vicini al centro, ma comunque fuori dall'asse della via Emilia. Per questo si può anche ipotizzare che la scelta di collocarsi altrove possa essere anche una risposta a tempi difficili e che un affitto più basso per spazi più ampi compensi sufficientemente l'uscita dalla zona di maggiore passaggio e la forza di un sistema con altri esercizi che si fa nel tempo via via più debole e lacunoso. Analizzando ad ampio raggio la situazione, alcuni dati complessivi a fine 2011 su aperture, chiusure e passaggi di proprietà degli esercizi commerciali possono completare il quadro, considerando l'intera città e non il solo centro storico. A dominare in città sono naturalmente gli esercizi di piccole dimensioni, 641. Per gli esercizi di vicinato si sono registrati nel 2011 41 aperture, 16 subingressi, 49 cessazioni, su un totale di 641 esercizi, di cui 126 alimentari. Le medie strutture sono 32, di cui 10 alimentari: nel 2011, 5 aperture, 3 subingressi, 1 cessazione. Le grandi strutture in città sono tre e non hanno subito variazioni rispetto all'anno precedente. E se le vie del centro si fanno meno affollate di possibili acquirenti e quindi anche di offerta, quali possono essere le ragioni? Sentendo le varie opinioni di chi ha negozi in via Emilia, sicuramente il caro affitti, che talvolta arriva a punte di 2000 euro al metro quadrato, totalmente fuori mercato e sproporzionato al momento economico, altri lottano da tempo per la riapertura della via Emilia dall'isola pedonale, più realistico appare il problema dei parcheggi, visto che con le ultime modifiche non c'è stato l'atteso incremento di posti a rotazione in prossimità di piazza Duomo e centro. Ma di sicuro né la politica né l'economia, né tantomeno la società può restare inerte di fronte a questa situazione emergente. Stefano Brocchetti