Credito, salgono i tassi e si riducono i prestiti
di Giuseppe Centore wROMA. Accesso al credito sempre più arduo per famiglie e imprese. E' il dato più significativo che emerge dal bollettino mensile di Bankitalia, che analizza i dati degli impieghi e dei depositi al dicembre del 2011. Nello specifico via Nazionale registra una brusca frenata dei prestiti bancari e viceversa tassi in forte rialzo. I finanziamenti ai privati infatti sono cresciuti del 2,3 per cento a fine anno, contro il 3,6 di dicembre 2010. In calo sia i prestiti alle società finanziarie, accentuato, che alle famiglie, più contenuto. Ma è sul versante dei tassi di interesse sui prestiti che la forbice con novembre 2010 è più consistente. Per le società si è arrivati al 4,18, dal 3,86 di novembre, mentre quelli per i mutui sono cresciuti di 28 punti base, arrivando al 4,26 per cento. Il credito al consumo ormai viaggia costantemente su tassi superiori al 9 per cento, arrivando a dicembre al 9,11. Dati stabili sul fronte delle sofferenze, al 22,2 per cento, mentre resta negativo il dato sui depositi, seppur con una flessione più contenuta allo 0,5 rispetto allo 0,7 del mese precedente. Da segnalare la crescita poderosa delle obbligazioni bancarie detenute da altre banche, passata dal 19% di novembre al 43% di dicembre. Il dato segna il ritorno di una fiducia reciproca tra i diversi istituti di credito nazionali. Elevato anche il dato della raccolta obbligazionaria, raddoppiato in un mese, arrivato al 12,8%. Questi elementi però non hanno convinto l'agenzia di rating Standard & Poor's che in una nota ha definito «in via di deterioramento le condizioni globali del credito in Francia e Italia», nonostante i giudizi positivi arrivati nelle stesse ore dalla banca d'affari Goldman Sachs su alcuni titoli bancari, che ieri hanno trainato al rialzo il listino di piazza Affari. Le difficoltà del sistema creditizio nazionale sono state infatti confermate dal presidentne dell'Abi, Giuseppe Mussari, che in una audizione alla commissione Finanze del Senato ha risposto indirettamente all'appello del premier Monti. «Non ci dispiacerebbe – aveva detto martedì il presidente del consiglio – se le banche tornassero ad acquistare Btp». «La liquidità che le banche hanno preso dalla Bce servirà a pagare i debiti e a rimborsare le obbligazioni in scadenza», ha detto Mussari, «stiamo facendo il massimo nelle difficilissime condizioni date, ed è difficile comprare titoli di stato dopo le restrizioni imposte dall'Eba, l'autorità bancaria europea». ©RIPRODUZIONE RISERVATA