«Voleva uccidere la moglie, inchiesta chiusa»

SAN GENESIO La moglie lo ha perdonato, ma la giustizia deve fare il suo corso. Per Mario Scambiati, l'operaio di 54 anni di San Genesio accusato di avere tentato di strangolare la donna, Maria Libera Falcone, al culmine di un litigio in casa, il magistrato della Procura di Pavia Ethel Ancona ha chiesto il giudizio immediato, un rito che si applica in caso di evidenza della prova. Se il gip accoglierà la richiesta della procura, la difesa dovrà valutare se ricorrere a un rito alternativo o affrontare un processo pubblico. L'uomo, che ha gestito per anni l'edicola di viale Partigiani a Pavia, deve rispondere di tentato omicidio.Per questa contestazione era stato arrestato dai carabinieri subito dopo i fatti, accaduti a ottobre nella villetta in via Battaglia di Pavia a San Genesio. Il 54enne, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, stava attraversando un periodo difficile, di forte disagio economico. A fine luglio dello scorso anno aveva anche denunciato una rapina nella sua villa. Dormiva da solo, quella notte. La moglie non era in casa. Con lui c'era solo il cagnolino. La stessa bestiola che a ottobre, durante la presunta aggressione alla moglie, era stata colpita con un padellata. Ai carabinieri Mario Scambiati aveva raccontato di essere stato aggredito in casa da due persone con il volto coperto da passamontagna. Che lo avevano costretto a consegnare loro la chiave della cassaforte, da cui avevano preso, secondo il racconto dell'uomo, 30mila euro in soldi e oro. Se la verità su quel racconto resta ancora da accertare, non ci sono dubbi sul fatto che da mesi l'ex edicolante covava preoccupazioni e ansie, dovute alla mancanza di soldi. All'ennesima richiesta di denaro da parte della moglie, che quella mattina di ottobre doveva andare a Bologna, a trovare dei parenti, il 54enne ha perso la testa. Avrebbe afferrato la donna per il collo, fino a farle perdere i sensi. Poi, nel panico, ha chiamato il 118 e i carabinieri. Quando i soccorsi sono arrivati nella villa, l'uomo era sotto choc e confuso. La donna, invece, era per terra, come morta. Per un soffio si è salvata, ma la mancanza di ossigeno al cervello, per alcuni minuti, aveva spinto i medici a disporne il ricovero in una struttura adeguata. La perizia sugli eventuali danni subiti entrerà a far parte del processo. Ma dovranno anche essere approfonditi i dettagli che, sulla base delle stesse dichiarazioni dell'uomo, avevano consentito ai carabinieri di ricostruire la vicenda. (m. fio.)