Gas, sui tagli protesta di Confindustria
ROMA. Sta lentamente tornando alla normalità la situazione sul versante dell'approvvigionamento del gas. A fronte di un picco sui consumi che lunedì ha raggiunto il tetto di 461 milioni di metri cubi nell'arco delle 24 ore, ( il 40 per cento in più rispetto al 2011, a fronte di un consumo annuale di 78 miliardi), c'è da registrare nella giornata di ieri una riduzione di apporto di gas dalla Russia pari al 10,7 per cento rispetto alla quantità da contratto. Gazprom ribadisce che le forniture rispetteranno i patti, ma non verranno incrementate, e Eni, parla di una situazione dove il gas «ricomincia a fluire secondo i volumi previsti». Il governo intanto sta dispiegando la sua strategia che prevede il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (Autorità, Terna, Eni, Enel) per diversificare gli apporti, utilizzare combustibili alternativi e ridurre le forniture. L'ampio livello di scorte, incrementato negli ultimi mesi proprio a causa della crisi che ha ridotto i consumi, garantisce contro improvvisi tagli alle forniture, ma per non correre rischi il governo ha autorizzato Enel a mettere in funzione le centrali di Livorno e Piombino, ferme per riserva, e alimentate proprio a olio combustibile. Sul fronte delle entrate, da segnalare la «cessione» della quota tunisina del gas algerino proprio a favore dell'Italia. Da parte sua l'Autorità per l'energia ha deliberato misure urgenti per far arrivare subito il gas da tutti i punti di accesso nazionale, senza limitazioni. Polemiche invece sul fronte delle aziende che hanno contratti di gas con la clausola della interrompibilità, per la quale hanno uno sconto sul prezzo finale in cambio della disponibilità a cedere la loro quota al sistema nazionale. Paolo Culicchi, presidente del consorzio Gas Intensive, che raccoglie le 400 aziende ad alto consumo di gas, calcola in un punto di Pil, eventuali tre giorni consecutivi di distacchi di gas. A lui risponde indirettamente il sottosegretario allo sviluppo economico De Vincenti. «Vorrei ricordare che le imprese che hanno aderito alla interrompibilità, (2000, con volumi di gas trattato pari al 3,5 per cento dei consumi, ndr) hanno chiesto loro di aderire a questi tipo di contratti che prevedono risparmi in cambio dell'impegno a farsi ridurre la fornitura di gas in caso di emergenza. Quelle imprese hanno già avuto un vantaggio, che è parte del contratto». (g.cen.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA