Stradella, il freddo cancella il mercato di piazza Trieste
di Simona Bombonato wSTRADELLA Nevica e il mercato di piazza Trieste leva le tende. Alle 10, quando sono cominciati a scendere i primi fiocchi, fitti e asciutti, a preannunciare un'altra giornata di disagi, le bancarelle di piazza Trieste sono rientrate. Una ad una, hanno ritirato la merce e messo in moto i camion. Tutti a casa. Dei cento del martedì ne è rimasto solo uno. Che "grazie" al maltempo ha raccontato di perdere meno degli altri. «L'effetto del gelo sulle vendite? Per quanto mi riguarda sono sotto del 50% rispetto all'anno scorso – spiega Carlo Ferro, 67 anni, titolare assieme al figlio Fabio dell'unico banco (di scarpe) presente ieri a Stradella – Per i miei colleghi va peggio. Con questo freddo non si muove nessuno». Ferro ha presidiato il punto vendita fino a mezzogiorno. E qualcosa ha venduto: stivali e doposci, articoli da 20 euro. «Questa mattina, alle 6.15, Stradella segnava meno 14 gradi». Sotto mezzogiorno la temperatura è salita a meno 4 in centro. Strade quasi deserte. Pedoni da contare sulle dita di una mano. «E giovedì scorso abbiamo saltato il mercato a Novi Ligure sempre a causa del maltempo. Speriamo nel prossimo, altrimenti quest'anno sarà grigia». Tempi duri per gli ambulanti. Il mercato annullato ieri mattina a Stradella ha voluto dire una giornata di lavoro persa, con l'incognita del giorno dopo. Meno clienti, difficoltà a raggiungere le piazze la mattina presto, e per gli alimentari a partire dall'ortofrutta molta meno merce disponibile ai mercati generali di Milano. E i prezzi di frutta e verdura, sui banchi del mercato, lievitano del 20-30%. «E' l'effetto del gelo – sottolinea il presidente provinciale della Federazione italiana venditori ambulanti (Fiva), Renato Scarano – A Milano gli alimentari vengono consegnati a rilento già da qualche giorno. Per la frutta e la verdura, merce che arriva dal sud, la conseguenza si vede nei quantitativi esposti. E nei prezzi inevitabilmente più alti». Proprio non ci voleva l'effetto Siberia di questo primo scorcio di febbraio. «Perdere la giornata di lavoro è sempre più frequente: tanti restano a piedi perchè ghiacciano i filtri del gasolio con i -13 che ci sono in questi giorni all'ora in cui ci muoviamo per fare i mercati. Quanto ai clienti se ne vedono meno della metà». Secondo Giacomo Bruschi, referente Fiva sul territorio, pesa però anche «quanto i Comuni puliscono le strade».