Mortara, 18 operai senza tutele

OLEVANO Il 2012 sarà l'anno del recupero dell'ex Museo di arte e tradizione contadina. Nello stabile di via Battisti troveranno spazio una sala polifunzionale e un circolo ricreativo-aggregativo per giovani e anziani: la spesa di 300mila euro proviene dal contributo erogato dalla società Terna per l'elettrodotto Trino-Lacchiarella. L'intervento è inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche 2012-2014 approvato dalla maggioranza del sindaco Luca Mondin e dalla minoranza Un cuore civico per Olevano, rappresentata da Marco Ariatta. Inoltre, con una spesa di 40mila euro, nell'area verde davanti all'ex museo nasceranno un parco giochi per bambini e piste da bocce per i meno giovani. Per il 2012 previsti anche 15mila euro per la manutenzione straordinaria delle aree verdi (il piazzale della chiesa di San Michele in particolare) e 10mila euro per la manutenzione straordinaria del patrimonio comunale.(u.d.a.) di Denis Artioli wMORTARA Diciotto lavoratori dipendenti, con contratto a tempo indeterminato: in teoria i più tutelati di tutti, in realtà senza stipendio da dicembre, senza ammortizzatori sociali, senza lavoro e senza un referente aziendale che gli spieghi che cosa sta succedendo. Il loro referente, adesso, è la Camera del Lavoro di Vigevano che sta cercando di fornire un paracadute economico e sociale ai dipendenti della ex-Co.met (Contenitori metallici srl) di Mortara, in liquidazione dal maggio 2011. A luglio l'azienda è stata ceduta alla Orlandi impianti spa di Solaro (Milano). Il concordato preventivo è stato firmato il 7 ottobre 2011 dal commissario giudiziale Raffaella Esposito. Massimiliano Preti, componente al segreteria provinciale Fiom-Cgil e responsabile dei meccanici per la Lomellina, spiega: «I 18 lavoratori della ex Co.met hanno percepito l'ultimo stipendio dalla Orlandi a metà dicembre, riferito al mese di novembre. Poi non hanno più visto un euro, né la tredicesima né lo stipendio di dicembre, perché a fine dicembre è andata in liquidazione anche la Orlandi. I lavoratori non riescono a parlare con un referente aziendale. L'Unione industriali allarga le braccia perché dice che la Orlandi non è una sua associata». Intanto, 18 lavoratori (quasi tutti residenti a Mortara, Olevano e Castel d'Agogna), non hanno più entrate. Molti hanno famiglia, tra tutti una decina di figli ancora da mantenere e da far studiare, mutui, bollette e altre scadenze da pagare. E sono senza il paracadute della cassa integrazione che almeno porterebbe nelle loro tasche circa 800 euro al mese, pochi, ma meglio del niente che hanno ora. «Noi chiediamo la convocazione di un consiglio comunale aperto a Mortara – spiega Preti – perché davanti a una situazione di questo tipo, che ha pesanti ripercussioni economiche e sociali, l'amministrazione comunale della città non può non intervenire. Abbiamo affidato anche le pratiche all'ufficio legale della Cgil, affinché vengano pagati gli stipendi arretrati ai 18 lavoratori e organizzeremo manifestazioni pubbliche per dare evidenza a questa situazione assurda». L'assurdità è che, sulla carta, come spiegano gli stessi dipendenti «saremmo lavoratori garantiti, a tempo indeterminato e a stipendio pieno, ma non abbiamo più un lavoro né uno stipendio e, come se non bastasse, non siamo nemmeno coperti dagli ammortizzatori sociali. Abbiamo lavorato fino al 23 dicembre, ci era stato detto di ripresentarci il 16 gennaio per lo stipendio e riprendere l'attività, ma il 16 gennaio l'ex-titolare ci ha detto che per noi non c'era più niente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA