Badia, raccolta firme contro i black out Enel

STRADELLA A due giorni dall'ennesimo black out e alla vigilia dell'incontro da cui quasi certamente partirà la richiesta di risarcimento danni, Enel si è fatta viva. Al quartiere Badia tre elettricisti hanno passato in rassegna la rete di distribuzione che crea problemi da aprile. Nonostante i lavori di potenziamento che l'azienda sostiene di aver concluso prima di Natale e nonostante la tesi - ribadita dalla stessa azienda in più occasioni - di assoluta accidentalità degli episodi. Cosa sia successo sabato mattina, quando dalle 4 alle 6 l'interruzione di corrente elettrica ha lasciato al freddo un centinaio di famiglie residenti in via Ticino, via Primo Maggio, via Badia, se da un lato impegna i tecnici Enel in un nuovo sopralluogo dall'altro lascia quasi indifferenti gli utenti. Per quanto li riguarda contano i disagi. Tanto che nelle ultime ore hanno deciso di avviare anche una raccolta firme. Un'iniziativa che corre in parallelo alla causa contro Enel che partirà con il sostegno di Federconsumatori Pavia. «Lo facciamo perchè vogliamo andare fino in fondo – hanno spiegato alcuni abitanti del quartiere Badia – Cascasse il mondo la richiesta danni la presentiamo, ma ci sarà anche l'elenco con i nomi e i cognomi di tutti coloro che vivono qui e convivono con il problema dei black out da quasi un anno. Non ci si abitua a tenere sotto mano le candele perchè da un momento all'altro può andare via la luce e non ritorna che dopo un paio di ore. Non ci si abitua a svegliarsi al freddo perchè il sistema di riscaldamento non ha più l'alimentazione elettrica, nè ci si abitua a vedere gente che alle sei del mattino non riesce a uscire di casa perchè il cancello è bloccato. E sei lì, nel buio pesto, senza nemmeno poter usare l'acqua calda». La pazienza alla Badia se ne è andata del tutto con le interruzioni di novembre e dicembre. Il giorno di Natale, all'ora di pranzo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: altre due ore senza elettricità. Danni i residenti dicono di averne subito agli elettrodomestici. «Li quantificheremo». Il ristorante la Meta di via Ticino invece ha calcolato in 4mila euro il mancato guadagno causato da tre interruzioni che hanno accompagnato due serate a coperti quasi completamente prenotati e, manco a dirlo, il pranzo di Natale. Enel si è sempre difesa, dichiarando che i black out non hanno mai superato le due ore. I residenti sono di altro parere e contestano il fatto di non essere stati avvisati in anticipo come invece richiede la prassi. (si.bo.)