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di Paolo Carletti wROMA Per fronteggiare l'emergenza gas che incombe e potrebbe creare problemi di approvvigionamento nei prossimi giorni di gelo, il Comitato di crisi che si è riunito ieri al ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di dare il via al «piano B». Ovvero, saranno messe in funzione le centrali ad olio combustibile, e nel contempo è scattato il contenimento delle forniture alle imprese i cui contratti prevedono l'interrompibilità. Da parte del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, e dell'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, sono arrivate ampie assicurazioni che le famiglie saranno tutelate. Insomma, non dovrebbero esserci interruzioni o cali di approvvigionamento per le utenze domestiche, anche se il minore flusso di gas dal colosso russo Gazprom continua a far venire veri brividi al governo e ai vertici dell'Eni. Le decisioni del Comitato di crisi hanno sollevato qualche protesta da parte degli industriali, che già si sentono penalizzati dalle condizioni meteo e dal recente sciopero dei camionisti che ha provocato danni ingenti agli imprenditori. La presidente degli Industriali Emma Marcegaglia ha invitato il governo alla prudenza. Ma alternative pare proprio che non ce ne siano. La società russa Gazprom negli ultimi giorni aveva ridotto del 30% l'erogazione ai paesi europei, e ieri da Mosca è stato garantito ogni sforzo «per riportare la situazione alla normalità. Il peggio – hanno detto da Gazprom – dovrebbe essere alle spalle». Un certo ottimismo trapela anche dall'Unione europea, che ha assicurato ogni tipo di appoggio all'Italia. «Da Bruxelles la Commissione è in costante contatto con Roma – ha detto Marlene Holzner, portavoce del commissario all'Energia. «Non c'è ancora un'emergenza gas in Italia, la situazione sta migliorando e i flussi di gas sono risaliti anche se non sono tornati alla normalità». Ottimismo corroborato dal ritorno alla normalità già avvenuto in Bulgaria, Slovacchia, Austria, Ungheria, Polonia e Grecia. Le situazioni più difficili riguardano – oltre all'Italia - Germania e Romania. Ma il flusso per l'Italia era comunque basso anche ieri: in ingresso a Tarvisio, secondo i dati Snam, è arrivato il 17,9% di gas in meno rispetto alle aspettative. -12,2% anche a Passo Gries dove arriva Transitgas. A questo si aggiunge che i due rigassificatori di Rovigo e La Spezia viaggiano a regime ridotto per le cattive condizioni meteo. Quindi l'emergenza gas potrebbe tradursi da giovedì in distacchi per alcune aziende. Lo dice Paolo Scaroni che aggiunge: «Ci attendono giorni difficili, ma con le misure prese si potrà disporre di ulteriori 25 milioni di metri cubi al giorno di gas, circa l'8-9% dei consumi. Mi attendo che la situazione si tranquillizzerà nel prossimo weekend». Il ministro Passera ha definito la situazione «sicuramente critica, perché da Russia e Francia sono diminuiti i flussi, ma ben monitorata. Sono stati attivati canali alternativi dall'Africa e da altre regioni» ha aggiunto il ministro. Già aumentate le importazioni dall'Algeria (dove sta nevicando) e dal Nord Europa attraverso la Svizzera. E come nel 2006 (crisi del gas tra Russia e Ucraina), saranno fatte ripartire le centrali a olio che si trovano a Livorno, Piombino, Porto Tolle e Montalto di Castro. Un'operazione per la quale sarà necessario un decreto ad hoc del governo per derogare dai vincoli ambientali. La situazione è comunque fluida, e oggi il Comitato di crisi si riunirà nuovamente. Replica stizzita da parte di Paolo Culicchi, presidente di Gas Intensive, il maggiore consorzio del Paese con 300 aziende di Confindustria: «Interrompere le forniture alle aziende in questo momento non può essere la prima misura da prendere. Bisogna agire sulle riserve disponibili, come segnalato dalla presidente Marcegaglia. Interrompere quando non è strettamente necessario – ha aggiunto Culicchi – significa scaricare sul sistema industriale i costi di un problema che invece con un'accurata gestione delle forniture e degli stoccaggi può essere risolto a monte». Ed Emma Marcegaglia avverte di «non esagerare con i distacchi alle aziende. Ci sono dei contratti interrompibili, è vero, ma è importante che non si esageri su questo perché si penalizzerebbero aziende che già hanno avuto grossi problemi. Bisogna mettere mano anche alle riserve». ©RIPRODUZIONE RISERVATA