Roma, Alemanno contro Gabrielli Disagi e polemiche

di Maria Rosa Tomasello wROMA Ventisette anni dopo la grande nevicata del 1985, Roma si sveglia sotto una coltre di neve spessa, avvolta in un silenzio irreale rotto, alle prime ore del mattino, dalla polemica tra il sindaco Gianni Alemanno e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. «Quello che è accaduto non ha avuto un'adeguata previsione» a causa di «dati insufficienti e inadeguati» accusa il primo cittadino il giorno dopo il venerdì nero che ha paralizzato la Capitale e l'hinterland, «chiediamo una commissione d'inchiesta» perché l'evento «è stato largamente minimizzato». La replica di Gabrielli non si fa attendere: «Il sindaco aveva pienamente compreso le previsioni meteo» afferma, citando la riunione del Comitato operativo della Protezione civile del 2 febbraio a cui il sindaco ha partecipato. E' un botta e risposta che continua senza sosta fino a sera, mentre la città annaspa e i mezzi scarseggiano, con taxi e autobus introvabili nel giorno in cui la circolazione senza catene o gomme termiche è interdetta sulla base di una ordinanza che fissa il divieto fino alle 12 di oggi e alla gente, spesso, non resta che andare a piedi. «Emergono dubbi sull'adeguatezza del sistema anti-neve della Capitale» rilancia Gabrielli. Alemanno contrattacca: i bollettini meteo, osserva, parlavano di 35 millimetri di neve, previsioni corrette poi a un massimo di 5-15 centimetri. «I 35 millimetri di precipitazioni di acqua equivalente, se riferiti alla neve diventano centimetri» ribatte la Protezione civile. Un rimpallo di responsabilità che si conclude con l'ultima stoccata di Alemanno a Gabrielli alla firma dell'ordinanza che chiude le scuole anche per la giornata di domani: «La Protezione civile continua a fornire dati tranquillizzanti, mentre il bollettino dell'Aeronautica parla di neve: viste le recenti esperienze, ci conformiamo al secondo» chiosa il sindaco, che invita i cittadini a restare a casa, oppure ad armarsi di pale (duemila vengono distribuite in 4 piazze) per liberare le strade invase dalla neve, che a nord della città supera i 60 centimetri, mentre un'ordinanza impone di tenere sgombri i marciapiedi davanti ai condomini. Con provvedimento del prefetto viene disposta per domani anche la chiusura di tutti gli uffici pubblici. «Ma non temiamo un'altra giornata di caos» sottolinea il sindaco, «perché la cittadinanza è preparata». Una sicurezza che contrasta con la corsa all'accaparramento di prodotti alimentari: non è neppure mezzogiorno quando in supermercati e forni scompaiono pane, frutta e verdura. L'Adoc, intanto, denuncia alla procura il Comune per «i gravissimi disagi». Nella città in cui Caritas e Croce rossa aprono le strutture ai senzatetto, si scopre a Ostia che il gelo ha forse fatto una vittima: una donna ucraina di 48 anni viene trovata morta dentro una tenda, in una pineta del litorale battuto per tutta la notte dalla bufera. Accanto al corpo c'è una bottiglia di alcol etilico. Roma si scopre impreparata all'emergenza: «Ci sono pochi mezzi, non siamo attrezzati: dobbiamo essere preavvertiti in tempo per potere far affluire un maggior numero di mezzi» ammette Alemanno. Dalle 12 di venerdì, in 24 ore, 24 mila chiamate arrivano al 113, tremila da mezzanotte alle 14 le richieste di soccorso al 118: ammalati in difficoltà, donne in procinto di partorire, automobilisti rimasti senza benzina sul grande raccordo anulare dove - dopo lo spaventoso blocco della notte causato da auto e tir in marcia senza catene - la situazione si normalizza solo in tarda mattinata. Nonostante Comune, Anas, Protezione civile assicurino che ogni mezzo e uomo sono in campo, nelle sterminate strade romane è raro avvistare vigili, volontari e mezzi di soccorso. In mattinata scendono in campo i militari, chiamati a liberare il centro, i Parioli, via Tuscolana e via Casilina, mentre in città, superato lo choc, si scatenano slittini e snowboard e cinque persone finiscono in ospedale perché colpite agli occhi da palle di neve. Disagi e ritardi prolungati negli aeroporti, con arrivi e partenze rallentati e viaggiatori in difficoltà a causa della mancanza di collegamenti bus e taxi con Roma: a Fiumicino, dove venerdì 40 voli erano stati stati cancellati, momenti di tensione si registrano nel pomeriggio, con 500 passeggeri di due voli Ryanair dirottati da Ciampino costretti ad attendere per ore il decollo per Eindhoven e Francoforte. ©RIPRODUZIONE RISERVATA