Brasilia, il problema è con le banche
RETORBIDO Il sindaco di Retobido Isabella Cebrelli è impegnata in prima persona per il salvataggio delal Brasilia. Nei giorni scorsi ha incontrato più volte l'amministratore delegato Gianni Dini per cercare una soluzione: «Stiamo facendo il massimo sforzo per far tornare la Brasilia quella che era, evitare la chiusura che sarebbe una perdita per il territorio e per i lavoratori. Stiamo portando avanti discorsi con imprenditori disposti ad entrare e lo stesso lo sta facendo la proprietà: con Dini abbiamo fatto vari incontri. C'è un pooll di imprese disponibili». Qual è la tempistica perché l'interesse si concretizzi? «Ci auguriamo che in paio di giorni vada in porto la trattativa – dice – da parte mia penso che ci sia la concreta possibilità. Noi abbiamo fatto da intermediari, adesso sta a loro parlarsi e trovare un punto d'incontro». Cebrelli per ultimo aggiunge: «Abbiamo anche concordato con la provincia che se ci fosse bisogno siamo disposti a promuovere incontri con i lavoratori: siamo disponibili a dare un mano». (m.q.) Attraverso il proprio bollettino d'informazione mensile la lista d'opposizione consiliare di Montalto, Democrazia e progresso, guidata dal capogruppo Elisabetta Fagioli, ha voluto sollecitare gli amministratori affinché si cominci a parlare in modo concreto del futuro del paese: tra la minoranza c'è molta preoccupazione, in particolare per la mancanza di manutenzione nelle vie periferiche. «Poiché per legge saremo legati ad altri enti locali sia per quanto riguarda l'erogazione dei servizi che nella gestione delle funzioni amministrative, vorremmo che si inizi a prendere contatti ufficiali con i sindaci dei Comuni limitrofi, oppure che si concretizzino formalmente le convenzioni con la Comunità Montana dell'Oltrepo pavese di ci si era già parlato nei mesi scorsi - spiegano i consiglieri di minoranza di Montalto Pavese-. Per il nuovo anno, poi, ci auguriamo che i componenti della giunta comunale tengano d'occhio le condizioni delle vie periferiche, tipo via Trieste e via del Pozzo, poiché sarebbero necessari degli interventi di manutenzione per riqualificare la zona». di Carlo E. Gariboldi wRETORBIDO La speranza è che arrivino capitali freschi. Per risollevare le sorti della Brasilia di Retorbido ( e la controllata Gino Rossi di Pontecurone) servono soldi, tanti. Ma secondo gli esperti, commercialisti e revisori di bilancio, non è impossibile salvare l'attività dell'azienda che produce macchine per il caffè per bar e per le famiglie e che dà lavoro a 190 persone. I lavoratori da quattro mesi non prendono lo stipendio e nemmeno la cassa integrazione dovuta per legge. Il fatto è che la Brasilia è un'azienda viva, che detiene brevetti importantissimi e ha ordini per più dieci milioni di euro. Questo ha spiegato nei giorni scorsi Giovanni Dini, amministratore della società. L'azienda con base a Retorbido sarebbe vittima del credit crunch, in italiano, della stretta creditizia. Le banche, in poche parole, non concederebbero più credito. «Ho incontrato l'amministratore con i sindacati - spiega l'assessore provinciale alle attività economiche e al lavoro Franco Osculati -. La speranza è che arrivino capitali freschi nell'azienda. La Brasilia è una società con prodotti noti in tutto il mondo che hanno un mercato sicuro in Italia e all'estero». Del possibile rilancio della società se ne occupano - su invito dei sindaci di Retorbido e Rivanazzano - uno staff composto da Giorgio Pellati (professore di Valutazioni d'azienda all'università dell'Insubria), dal commercialista vogherese Guido Marchese e da alcuni esperti della società internazionale di revisione Kpmg. «La Brasilia ha certamente un indebitamento importante (sia con le banche, sia con l'Erario, ndr.) ma è una società che detiene conoscenze importanti. Ha il brevetto di una pompa macchina del caffè che da sola vale moltissimo», dice Marchese. Una delle ipotesi prospettata dagli esperti è quella di costituire una nuova società nella quale far confluire dipendenti, conoscenze e ordini, affittare le aziende e puntare a un rilancio. «Le condizioni, a nostro parere, ci sono», sottolinea il commercialista vogherese. Per fare questa operazione serve però una robusta immissione di capitali. Pare ci siano società straniere interessate. Non bisogna dimenticare che la Brasilia ha uno stabilimento in Cina. Si parla anche di un fondo americano, che potrebbe arrivare con soldi freschi. Il mercato del caffè espresso - complice anche George Clooney, testimonial di un noto marchio made in Italy - è in forte aumento negli Usa. Intanto istituzioni e sindacati stanno cercando di sbloccare la cassa integrazione ordinaria che i dipendenti attendono dalla fine di settembre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA