Scontro a distanza a Marcignago
MARCIGNAGO La minoranza non si presenta in consiglio comunale, e la maggioranza chiede le dimissioni di tutti i consiglieri d'opposizione. E' accaduto l'altra sera a Marcignago, al termine del consiglio comunale. «I cittadini che hanno votato per Cremaschi, Brusa e per gli altri consiglieri di minoranza sono penalizzati, perché non sono adeguatamente rappresentati in consiglio», spiega Paolo Viola, capogruppo di maggioranza. «Non si presentano in aula consigliare dal 6 di dicembre – continua Viola – e questo è sintomo soltanto di carenza di idee e di palese difficoltà a sostenere un confronto politico serio». L'opposizione però non ci sta, e rimanda al mittente tutte le accuse. «Loro pensino a imparare come si amministra, che noi sappiamo benissimo da soli come fare l'opposizione», risponde Angelo Cremaschi. «L'atteggiamento arrogante del sindaco Barbieri e della sua giunta ci obbliga a tenere questo comportamento – continua l'ex primo cittadino di Marcignago –. Il consiglio comunale infatti è soltanto uno dei luoghi dove possiamo esercitare il nostro ruolo di opposizione. E continueremo a farlo, sia fuori che dentro il Comune». Insomma, lo scontro continua a distanza. «Il normale confronto politico si è trasformato in una guerra all'ultima carta, – commenta Lorenzo Barbieri, sindaco di Marcignago –. La minoranza infatti continua a subissare gli uffici con richieste di documenti, nel patetico tentativo di trovare una virgola fuori posto». «In un momento come questo, in cui il Comune è in carenza di organico, le continue richieste dell'opposizione comportano un notevole aggravio di lavoro per tutti gli uffici – continua Barbieri –. E questo si traduce in un costo notevole, pagato da tutti i cittadini di Marcignago». (g.con.)