«Chi controllerà Green Campus?»
PAVIA Green Campus continua a far discutere. I 326 appartamenti realizzati al Cravino, su area destinata a servizi universitari, stanno accendendo il dibattito politico. I vertici della società che ha costruito ritengono che l'operazione sia regolare: «Chi acquista gli appartamenti – hanno spiegato – si impegna ad affittarlo ad universitari. A controllare su eventuali abusi sarà il Comune tramite la polizia locale». Non la pensa così Vito Sabato, responsabile provinciale Cub pubblico impiego. «L'attività della polizia giudiziaria può essere condotta senza alcuna particolare formalità all'interno dei cantieri, dove può essere effettuato ogni tipo di controllo sull'attività edilizia. Non è così per quanto riguarda le dimore abitate. Nessun agente o ufficiale di polizia giudiziaria può bussare alla porta di un appartamento, magari per chiedere agli occupanti documenti di identità o magari certificati che dimostrino lo status di studente universitario, senza vedersi sbattere la porta in faccia peraltro in modo più che legittimo». Di Green Campus si è parlato nell'ultimo Consiglio comunale, dove l'assessore Fracassi ha risposto all'instant question posta dal consigliere Guido Giuliani (Pd). «Secondo l'assessore – spiega Giuliani – il vincolo dell'affitto ad universitari riguarda l'utilizzo e non la proprietà. Nell'atto d'obbligo sottoscritto da Arco Srl, tuttavia, si faceva riferimento all'affitto. Bisogna vedere quale interpretazione dare». Sul caso interviene anche Giovanni Giovannetti di Insieme per Pavia: «Leggiamo nell'inserzione pubblicitaria domenicale più volte apparsa sui giornali: "Pavia (area Cravino) – Complesso residenziale di nuova costruzione..." Già, ma questo era un "promo" del novembre scorso. Ora (guarda il caso, poco dopo la nostra denuncia) l'inserzione suona così: «Pavia (area Cravino) – Residenza Universitaria di nuova costruzione"».(f.m.)