Maestre e parrucchiere, voce a rischio

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Otto ore filate di lezione, tenendo a bada una classe di alunni dai 6 ai 10 anni. E la sera la voce esce rauca come il suono di una chitarra con le corde allentate. Quella degli insegnanti è la categoria che più di altre rischia danni alle corde vocali. Insieme ai cantanti, agli operatori di call center, ai rappresentanti di commercio e alle parrucchiere. «Devono sovrastare con la voce il rumore dei phon accesi e alzano il tono» spiega la logopedista dell'Ambulatorio della Voce istituito dall'unità complessa di Otorinolaringoiatria del San Matteo. Un servizio che funziona a pieno regime. «Abbiamo assunto una seconda logopedista per poter estendere gli orari di apertura dell'ambulatorio anche al pomeriggio, fino alle 18 – spiega il primario, il professor Marco Benazzo –. Molte persone purtroppo aspettano a intervenire pensando che la raucedine o l'abbassamento di voce a fine giornata sia un disturbo passeggero. Invece sottoponendo le corde vocali a sforzi intermittenti o continui si crea un danno. Non è una patologia organica, con i noduli, ma disfunzionale». I pazienti sono soprattutto insegnanti di scuola materna e primaria. Parlano per ore in classe, la voce scende e loro forzano ancora di più per farsi sentire. «E' quello che capitava anche a me – dice Maria, 59 anni, impiegata in un ufficio pubblico – . Per lavoro sto moltissimo al telefono e ricevo persone. Mi piace anche chiaccherare e non mi sono mai trattenuta. A giugno e luglio ho strausato la voce, la sentivo opaca poco squillante. A fine giornata provavo solletico alla gola e mi sono rivolta a un otorino». Ha iniziato la terapia, lezioni per addomesticare la voce. Esercizi di "igiene vocale" da ripetere anche a casa, al lavoro. «Ora va meglio, ma la logopedia non è una medicina va seguita con convinzione, è una tecnica efficace» dice l'impiegata. «Le nostre logopediste collaborano anche con la pediatria – spiega Benazzo – perchè abbiamo cominciato a seguire bambini che, per un disagio legato alle adenoidi o alle tonsille, vanno incontro a possibili alternazioni della morfologia scheletro-facciale e a una deglutizione atipica». Stessa attenzione per gli anziani, per i quali è in corso un progetto insieme a Mondino e alla geriatria universitaria. Gli anziani con patologie neurologiche manifestano seri problemi di deglutizione. Ogni settore dell'Otorinolaringoiatria ha un suo gruppo di ricerca attivo all'interno della clinica. «L'obiettivo è creare gruppo superspecializzati per ogni settore, non esiste più il tuttologo» spiega Benazzo che al San Matteo coordina anche il centro europeo per il trattamento cutanei dei tumori con l'elettrochemioterapia: una tecnica ch eevita interventi demolitivi. La Regione Lombardia ha inoltre assegnato alla clinica un progetto-pilota sulla sorrdità nel bambino.