Allegri striglia il Milan piccolo con le grandi «Gara sbagliata»
MILANO Zero punti e tanta rabbia. Questo il bilancio della trasferta contro la Lazio, da cui il Milan è tornato sconfitto e infuriato per un arbitraggio che negli ambienti rossoneri è definito «ridicolo». In particolare per quel mani in area di Dias, giudicato da Damato prima rigore per il Milan e poi punizione a favore della Lazio. «Ma il rigore non avrebbe cambiato la nostra prestazione», come ha ammesso Massimiliano Allegri, preoccupato da due situazioni: ora la Juventus è in testa con un punto di vantaggio e una partita in meno; e, soprattutto, la sua squadra contro le prime cinque della classifica finora ha raccolto 2 punti su 18. Ecco perché dopo il passo falso dell'Olimpico domenica il Milan non può sbagliare la sfida contro il Napoli, anticipata dalle 20.45 alle 15 per l'allarme gelo. Secondo le previsioni meteorologiche il termometro rischia di scendere di diversi gradi sotto lo zero domenica pomeriggio, ma questo non potrà creare alibi ai rossoneri, anche perché nel frattempo Inter-Palermo si è giocata regolarmente nonostante il gelo e la neve. Intanto nell'analisi della sconfitta contro la Lazio Allegri ha fatto un paragone interessante. «Abbiamo sbagliato come nel derby, una partita giocata su ritmi bassissimi», ha osservato l'allenatore livornese, che forse per la prima volta dopo un anno e mezzo è finito al centro delle critiche su diversi forum dei tifosi rossoneri. Molti gli imputano di riporre fiducia eccessiva in Emanuelson e troppo limitata in El Shaarawy, che in questo periodo è uno dei rossoneri più brillanti. Brillante è anche Ibrahimovic, ma nelle serate in cui lo svedese non gira è evidente quanto la squadra soffra, soprattutto da quando manca Boateng, l'altra fonte capace di creare gioco con una certa continuità. E se poi due fuoriclasse come Nesta e Thiago Silva tradiscono come è successo a Roma, allora i problemi diventano seri. «Ci sono mancate troppe cose per vincere», ha riconosciuto Ibrahimovic. Domenica pomeriggio c'è il Napoli, la settimana successiva la trasferta a Udine, poi (dopo l'andata degli ottavi di Champions League contro l'Arsenal) quella a Cesena e il big match contro la Juventus.