Lotta salvezza, il Pavia si gioca tutto
di Luca Simeone wPAVIA Domenica il Monza, poi Foligno (il 12), Spal (sabato 25) e Viareggio (4 marzo). Le speranze del Pavia di lasciare l'ultima posizione e agguantare i play out passano attraverso queste prossime quattro partite, tutte contro dirette avversarie. Un ciclo-verità per un Pavia che non vince dal 9 ottobre (proprio contro il Foligno) e che dopo quel successo ha infilato 13 sconfitte e 2 pareggi. Gli obiettivi, rispetto a quelli di inizio stagione (un campionato tranquillo, magari a metà classifica) sono stati completamente stravolti e ora lo stesso Lorenzo Carotti preferisce volare bassissimo. «Il nostro obiettivo a questo punto è superare il Foligno penultimo – dice il capitano – e guardando la classifica non è impossibile. Il nostro momento è difficile, ma anche loro non sono tranquilli». Intanto domenica c'è il Monza. «Corrono tanto e sarà una gara equilibrata, ma ormai gli avversari ci devono interessare fino a un certo punto perché la corsa la dobbiamo fare sul Foligno». Tre cambi di allenatore non sono serviti finora a invertire la rotta. «Ci sono stati dei problemi fin dall'inizio della stagione – dice Carotti – presi singolarmente siamo dei buoni giocatori, ma subito la squadra non si è dimostrata forte mentalmente. Siamo stati presi dall'ansia di dover vincere a tutti i costi, quando magari sarebbe stato meglio accontentarsi di un pareggio. Ora stiamo facendo di tutto per cambiare questa mentalità e accrescere l'autostima, siamo riusciti a migliorarci sotto l'aspetto della prestazione, non del risultato». Molti si chiedono se Carotti, giocatore dalla straordinaria continuità di rendimento, abbia pensato di andare via vista la situazione così negativa. «No, e poi quest'anno da capitano non avrei mai potuto lasciare la squadra – risponde – oltretutto richieste importanti non me ne sono arrivate, per cui il problema non si è nemmeno posto». Il discorso è rinviato a giugno, quando scadrà il contratto con il Pavia. Tornando agli allenatori che si sono avvicendati sulla panchina del Pavia, non è rimasto sorpreso dalle dimissioni di Pergolizzi dopo appena sei gare? «E' spiaciuto a tutti, d'altronde dopo un punto in sei gare si può anche capire. Quello con Pergolizzi è stato il periodo più pesante della stagione, nel senso che eravamo convinti di riuscire a dare una svolta al campionato e invece abbiamo continuato a perdere: con lui abbiamo subito cinque sconfitte, ma sembravano il doppio. Poi Sangiorgio è stato bravo a tranquillizzare la squadra, che aveva dato segni di nervosismo. Ora c'è Roselli, che è molto esperto». A gennaio sono arrivati quattro nuovi giocatori: «Hanno sicuramente portato qualità, spero che si abituino in fretta alla situazione difficile che viviamo».