L'Ue sceglie il piano Monti per la crescita
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES «L'Italia si trova ancora in una situazione per cui può essere considerata un problema molto serio per l'euro e per la stessa Eurozona». Mario Monti frena, si nasconde. «Vogliamo passare a essere da origine del problema a soluzione». Nel giorno in cui Parigi gli consegna il premio «Personalità europea dell'anno» («Va attribuito ai cittadini italiani che hanno dimostrato cos'è veramente questo Paese») il presidente del consiglio vuole frenare facili entusiasmi. Eppure, se fosse stata necessaria un'immagine plastica del termine del percorso di accreditamento del governo Monti a Bruxelles, probabilmente una sfilata di auto blu che scaricano commissari europei che si recano a incontrare il professore potrebbe essere quella giusta. Il giorno dopo il vertice Ue che ha lanciato il Fiscal Compact e il più operativo piano per la crescita e l'occupazione, cinque commissari (tra i quali tre vice presidenti della Commissione) sono andati nella residenza del rappresentante italiano presso l'Ue, l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, artefice a Bruxelles delle politiche indicate da Monti, per incontrare il presidente del Consiglio. «E' un riconoscimento oggettivo dei rapporti instaurati, del rispetto e della collaborazione», si lascia scappare un diplomatico italiano. A parte il Fiscal Compact, il Patto di Bilancio, strumento più che altro dedicato alla politica interna tedesca, lunedì sera l'Unione europea ha lanciato un ambizioso piano per l'occupazione giovanile e la crescita, e il primo con il quale la Commissione va a parlarne è Mario Monti. «E' un po' un coronamento di un ruolo, non è stata solo una riunione operativa», dice una fonte vicina all'evento. L'incontro è caduto nel giorno nel quale Eurostat ha diffuso i drammatici dati sull'occupazione giovanile, che è al centro del programma di lavoro che si è dato il Consiglio europeo. Particolare attenzione è stata data negli incontri con Monti a questo tema, e si è parlato anche di come sostenere la crescita e la lotta all'evasione fiscale (tema che non riguarda solo l'Italia). Se n'è parlato a pranzo, davanti a un risotto, con i vice presidenti Antonio Tajani (Industria) Olli Rehn (Affari Economici) e Joaquin Almunia (Concorrenza). I quattro (più l'ambasciatore) hanno sottolineato la necessita «di valorizzare il potenziale dell'industria europea ed in particolare le Piccole e Medie Imprese». Temi che si incrociano con quelli del Mercato interno, affrontati con il commissario francese Michel Barnier, il quale, spiega un diplomatico «ha riconosciuto il ruolo di leadership dell'Italia nel lavoro per il suo rilancio». Fu Monti, allora solo professore, a scrivere due anni fa un rapporto per la Commissione su questo, ed a quel testo si rifà il lavoro dell'Ue, anche nel documento di lunedì. Quindi al lavoro sulle industrie a rete (energia, trasporti, telecomunicazioni) ma anche, e tanto, sul digitale, l'e-commerce, il roaming, accanto a procedure più rapide per gli appalti pubblici, all'efficienza energetica, alla semplificazione degli obblighi contabili per le aziende. Ieri sera Monti è poi volato a Parigi, a prendersi il premio all'Assemblea Nazionale. Il benvenuto gli è arrivato dal presidente Nicolas Sarkozy: «Con Mario c'è grande intesa. L'Italia è importante perché è la terza economia europea e in tre, con lui e la Merkel, lavoriamo benissimo». La prova di questa intesa la si vedrà sulla disponibilità tedesca, auspicata da tanti e dal professore in particolare, a rafforzare i capitali del Fondo salvastati permanente Esm che partirà a luglio (accordo di tutti i 27 paesi Ue). «C'è un'evoluzione, la vediamo, la sentiamo», ha detto Monti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA