Il 31 per cento dei giovani senza lavoro

di Fiammetta Cupellaro wROMA In Italia il 31% dei giovani è senza lavoro, un dato tra i più alti in Europa. Situazione peggiore soltanto in Spagna e in Slovacchia. E a dicembre il numero complessivo dei disoccupati italiani ha raggiunto quota 2 milioni e 243mila tornando ai livelli di dieci anni fa, con un incremento rispetto a un anno fa di 221mila unità. E' quanto emerge dalla rilevazione dell'Istat sull'occupazione che si basa ancora su dati provvisori. Dati che gelano le aspettative di quanti sono alla ricerca di un lavoro e che ieri hanno portato il ministro Elsa Fornero a rassicurare che la riforma del mercato del lavoro è tra le priorità del governo. «La disoccupazione – ha detto il ministro - è la mia principale preoccupazione». E anche Monti, da Parigi, ha sottolineato che il prossimo fronte sarà proprio quello dell'occupazione per «affrontare i problemi dei giovani che soffrono dappertutto e nel mio Paese in particolare per la disoccupazione». Nell'intera Eurozona i senza-lavoro hanno toccato il livello più alto dall'introduzione della moneta unica. La sola eccezione è la Germania, dove lo scenario è completamente diverso: a gennaio la disoccupazione è scesa addirittura ai minimi storici. In Italia, dunque, secondo gli esperti dell'istituto di Statistica, la disoccupazione continua ad aumentare raggiungendo a dicembre livelli record: solo rispetto a novembre si sono aggiunte altre 20mila persone senza lavoro. Così, nell'ultimo mese del 2011, il tasso di disoccupazione è salito all'8,9%, facendo registrare un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,8 punti rispetto allo stesso mese del 2010. Si tratta del dato più alto dal gennaio 2004, anno d'inizio delle serie storiche mensili dell'Istat, ma se si prendono in considerazione le serie trimestrali, per ritrovare un dato così allarmante bisogna tornare al terzo trimestre del 2001. «Un peggioramento consistente dovuto – spiegano i responsabili della rilevazione - soprattutto all'incremento della disoccupazione maschile che cresce del 5,1% rispetto a novembre e del 15,1% su base annua. Diminuisce invece il numero delle donne disoccupate rispetto a novembre del 3,9%». Quanto all'occupazione, sempre a dicembre 2011 gli occupati erano 22.903 milioni con un tasso del 56,9% stabile su base mensile, ma in calo su base annua. A preoccupare gli analisti sono i dati della disoccupazione giovanile: tra gli under 25, uno su tre risulta senza lavoro. Da settembre a dicembre 2011, per quattro mesi consecutivi, è rimasta sopra il 30%. In aumento di 3 punti percentuale rispetto a dicembre 2010 quando si attestava intorno al 28%. Ma secondo una rilevazione della Cgia di Mestre, se la disoccupazione giovanile in Italia tocca il 27,4%, quella «reale», che comprende gli sfiduciati e gli inattivi a causa della crisi, fa salire il dato al 38,7% di media. E in Campania arriva al 51,1%, in Basilicata al 48,3% e nel Lazio al 42,5%. In pratica, tra i 15 e i 24 anni, ai disoccupati ufficiali sono stati sommati quelli che hanno deciso di non cercare più attivamente un lavoro. «Il tasso di disoccupazione ufficiale a livello nazionale - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – è mediamente inferiore di 11,3 punti rispetto alla disoccupazione reale, questo dimostra che il problema dei senza lavoro tra i giovani è una priorità che il governo deve affrontare immediatamente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA