Stradella, riappare una mitica «Fiat 1100»
STRADELLA La madre di tutte le gloriose «1100« della Fiat ricompare a Stradella. Un modello unico, una chicca per collezionisti di auto d'epoca. Sul contachilometri solo mille chilometri, due proprietari. E uno dei proprietari era il ministero dell'Ambiente come attesta il documento della gara d'acquisto. E forse il bel colore verde cenere giustifica un utilizzo nel campo della tutela ambientale. Il modello perfettamente restaurato è in asta su Internet (Ebay) al prezzo di 20mila euro. Quanto una media cilindrata del giorno d'oggi. Ma qui si parla della Balilla, della 1.100. La storia dell'auto italiana e degli italiani che si motorizzavano. La capostipite di tutte le 1100 fu la Fiat 508C Nuova Balilla uscita nel giugno del 1937. Nel 1939 la nuova versione fu ribattezzata popolarmente «musone». Fu la prima vettura della marca torinese a fregiarsi della denominazione Fiat 1100. Il soprannome «musone» derivava dall'imponente calandra spartivento che la differenziava esteriormente dalla prima versione, poi anche definita «musetto» per retroformazione. Nell'immediato dopoguerra, siamo nel 1948, la 1100, lievemente modificata, assunse la designazione di 1100 B, poi, alla fine dell'estate del 1949, uscì la 1100 E, caratterizzata esteriormente come riporta Vikipedia «dall'adozione di un vano posizionato nella coda, destinato all'alloggiamento della ruota di scorta — che rimase a listino fino alla primavera del 1953 quando nacque la 1100-103. Grazie alla sua abitabilità, la 1100 ebbe in quegli anni un notevole successo come taxi o come base per gli allestimenti ad ambulanza. Motorizzata con un 4cilindri poteva viaggiare a 110 chilometri all'ora. Era un bel viaggiare, su strade deserte.