«Senza Provincia verremmo ignorati»
PAVIA Piazza Italia chiama e i sindaci, nonostante la neve sulle strade, rispondono a decine. Tutti nella sala dell'Annunciata per dire no, con un ordine del giorno comune, all'annunciato ridimensionamento delle province da parte del governo Monti. «Il problema – spiega Fabio Zucca, primo cittadino di Belgioioso – non è se tenere le province o no. È capire se il Paese vuole una riforma federale dello Stato e realizzarla all'interno di un percorso istituzionale. Per me vanno bene anche le macro-aree, l'importante è che a eleggere chi le guiderà sia chiamato il popolo». Il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, spiega in termini pratici cosa comporterebbe l'abolizione o il ridimensionamento delle province: «In città avremmo tutte le scuole superiori a carico del Comune. Lo stesso vale per le strade, oggi di competenza provinciale. Chi ha i quattrini per curare la manutenzione di un patrimonio del genere? Certo, risparmiare è ormai un'esigenza inderogabile, ma lo si potrebbe fare, ad esempio, iniziando da tutta una serie di enti intermedi, alcuni dei quali istituiti negli anni Cinquanta. Infine la forma: ricordo chi scendeva in piazza con in mano la Costituzione. Dove sono, quelle persone, ora che con un decreto si cancellano enti istituzionali?». Giovanni Arioli guida la giunta di Genzone, un centro con meno di mille abitanti. E si sente "nel mirino": «Stiamo assistendo a una caccia alle streghe. Province e piccoli Comuni hanno assunto il ruolo di capro espiatorio. Ma i sindaci, in una realtà piccola come quella che amministro io, sono un punto di riferimento importante. Un po' come, una volta, accadeva per il parroco o il maresciallo dei carabinieri. E i Comuni funzionano grazie alla Provincia. Se trasferissero le deleghe alla Regione, mi chiedo quanti funzionari o dirigenti saprebbero dell'esistenza di un centro piccolo come Genzone». Anche Pierangelo Lombardi, sindaco di Stradella, sottolinea l'importanza di un coordinamento territoriale. «La nostra non è una difesa della "casta", come purtroppo sembra a molti a causa di alcune campagne mediatiche. Il costo di un ente come la Provincia non va confuso con le spese del medesimo ente. E in ogni caso incide in maniera davvero minima sul bilancio dell'ente. Se il risparmio diventa fine a sè stesso, rischia di perdere il proprio significato. A danno dei cittadini».(f.m.)