Facebook, quotazione dei record

di Andrea Di Stefano wMILANO Si preannuncia come l'offerta azionaria più attesa della storia recente che, almeno sulla carta, contiene solo record: la più grande dell'hi-tech, in assoluto la più rilevante della storia di Internet, quella che potrebbe far guadagnare di più gli investitori privati (come Goldman Sachs) che hanno negli ultimi due anni comprato pacchetti azionari finanziando lo sviluppo della creatura di Mark Zuckerberg. Si tratta, ovviamente, dell'offerta pubblica iniziale di Facebook, il social network più grande in termini di utenti e fatturato. Secondo le ultime indiscrezioni, in attesa del deposito dei file ufficiali alla Sec (la Consob americana) che dovrebbe avere luogo entro venerdì, si intensifica la battaglia per l'advisor della quotazione stimata pari a 10 miliardi di dollari per una capitalizzazione complessiva di Facebook da 100 miliardi. Sino a pochi giorni fa in prima fila c'era Goldman Sachs ma potrebbe spuntarla Morgan Stanley che punta ad incassare quasi un miliardo di commissioni. Il social network attualmente detiene il 28 per cento del mercato Usa del display advertising (banner, bottoni, ecc.), rispetto al 21 per cento di un anno fa. Secondo i dati, alle spalle della creatura di Mark Zuckerberg si piazza, nettamente distanziato, Yahoo, con una quota di mercato dell'11 per cento. Ancora più distanti, Google e Microsoft, con meno del 5 per cento a testa. I nuovi dati vengono pubblicati proprio nei giorni in cui ci si attende che Facebook presenti alle autorità finanziarie Usa i documenti per l'offerta pubblica iniziale. L'azienda, secondo gli analisti, prevede di raccogliere sul mercato 10 miliardi di dollari, a un prezzo che ne porterebbe la valutazione complessiva alla cifra impressionante di 100 miliardi di dollari. Facebook conta oltre 800 milioni di utenti attivi almeno una volta al mese nel mondo, in Italia la cifra è di 21 milioni, 13 milioni ogni giorno. Secondo una analisi di Deloitte il social network crea un indotto ampio. In primo luogo, i dipendenti di Facebook in Europa: stipendi, attrezzature, uffici e i fornitori. In seconda istanza la «business partecipation», ovvero le aziende che aumentano il loro fatturato sfruttando la loro presenza sul social network. In terza posizione ci sono poi le società che sviluppano applicazioni per Facebook e organizzano eventi sul social network e, infine, l'impatto sulle vendite di tecnologia (tablet, smartphone) e connessione di rete. Secondo la società di ricerche per l'Italia il potenziale si attesterebbe a 2,5 miliardi di euro e 30 mila posti di lavoro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA