I sindaci: «Abbiamo le carte giuste per ripartire»

MEDE C'è chi approva e chi non ci sta lanciando anche accuse di qualunquismo. Sannazzaro, Mede e i Comuni della Lomellina Sud occidentale si confrontano sulle parole del vescovo di Vigevano. La riflessione comune può essere riassunta così: l'area lomellina è consapevole di vivere un periodo molto difficile, ma ritiene di possedere le carte giuste per riprendersi. E c'è chi critica l'uscita del presule.«Stiamo vivendo una crisi economica senza precedenti, ma non è accettabile che si faccia del qualunquismo, nemmeno da parte di un vescovo – dice Lorenzo Demartini, sindaco di Mede e già consigliere regionale e assessore provinciale – Piuttosto sono necessari, ora più che mai, proposte serie e progetti possibilmente condivisi per superare le criticità. Uno di questi è il Gruppo di azione locale Lomellina srl, che sta distribuendo sei milioni di euro concessi da Bruxelles attraverso le Regioni: per la prima volta la Lomellina ha modo di concertare il proprio sviluppo. Se ci sono altri suggerimenti, questo è il momento di farsi avanti». Per Francesco Berzero, sindaco di Breme, le potenzialità della Lomellina esistono. «Faccio mio il discorso del vescovo di Vigevano solo in parte: il nostro territorio possiede le capacità e le professionalità per emergere, anche in tempi di crisi profonda come questi – afferma – io sono particolarmente attento al settore turistico: da mesi facciamo promozione attraverso organismi territoriali come il Gal Lomellina e l'Ecomuseo, ma sarebbe utile una mano anche dalla Regione, dalla Provincia e dalla stessa città di Vigevano, che solo da poco dimostra di voler collaborare con la Lomellina». Per Fabio Lambri, vice sindaco di Torre Beretti, uno dei problemi peculiari della Lomellina è l'eccessiva frammentazione: «I Comuni grandi guardano prevalentemente a se stessi o da un'altra parte, ma non verso le piccole realtà con cui dovrebbero cercare più aggregazione. Non è una critica, è una considerazione». Secondo il sindaco di Sannazzaro, Giovanni Maggi, le difficoltà della Lomellina vangono da lontano. «Il vescovo ha ragione – dice Maggi – ma è una carenza storica quella di non sapersi proporre secondo le nostre reali eccellenze. I settori economici storici, tessile e calzaturiero, si stanno esaurendo per inerzia e non solo per colpa della crisi. Una maggiore coesione politica e imprenditoriale potrebbe dare più slancio, ma adesso siamo in una fase di difficoltà».(u.d.a. e p. c.)