Scalfaro, il centrodestra diserta il funerale

di Annalisa D'Aprile wROMA Sfilano la Prima e la Seconda Repubblica davanti al feretro del presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro. Sfilano pezzi storici della Democrazia cristiana. Siede in prima fila, al funerale in Santa Maria in Trastevere, lo stato maggiore del Pd. Diserta l'omaggio alla camera ardente e la funzione il Pdl, risultato dell'antico attrito con il presidente "traghettatore" che durante il suo settennato (1992-1999) ha attraversato tutta la stagione di Mani pulite e che ha visto debuttare sulla scena politica Silvio Berlusconi e Forza Italia. La «difesa dei valori della Costituzione», la «forza morale» e la «coerenza» ricorrono nei ricordi restituiti sul padre della Costituente da Emilio Colombo, Lamberto Dini, Luca Palamara, Pier Luigi Bersani. «Scalfaro è stato un grande italiano: ha speso l'intera sua vita per l'Italia combattendo perché questo Paese conservasse la struttura costituzionale costruita nel dopoguerra. E' stato figlio di questo Paese che ha amato questo Paese con passione, tenacia, caparbietà fino all'ostinazione» ha detto durante l'omelia Monsignor Vincenzo Paglia. Per l'uomo che teneva «sul comodino il rosario, la Bibbia e la Costituzione» la chiesa era gremita. Nelle ore precedenti il rito funebre, la chiesa di Sant'Egidio ha accolto la camera ardente. Semplice l'allestimento: la bara in rovere (in arte povera e senza fronzoli) posata a terra e non su dei cavalletti, a significare l'ultimo saluto alla terra, e sul feretro un cuscino di peperoncini voluto dalla figlia del presidente, Marianna, perchè il padre li amava. Scalfaro «ha avuto la responsabilità di guidare il Paese in un momento difficile, mentre i partiti crollavano attorno a lui. E anche il suo» ha ricordato Massimo D'Alema, a cui il presidente assegnò nel 1998 l'incarico di formare il governo dopo la caduta dell'esecutivo Prodi. Ma sono stati in tanti ieri a volerlo ricordare e salutare. C'erano i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, l'ex segretario della Dc Arnaldo Forlani, l'ex presidente del Consiglio Prodi, il leader dell'Udc Casini, Nicola mancino, esponenti del Pd, Franceschini, Bindi, Finocchiaro. E anche i leader di Cgil e Cisl, Camusso e Bonanni. Un veloce saluto lo fanno anche Gianni Letta e il sindaco di Roma Alemanno. Ma l'unico esponente del Pdl è Giuseppe Pisanu. Nessun altro. «A volte è meglio il silenzio dell'ipocrisia» è il commento di Casini. D'Alema, visti i trascorsi tra il presidente emerito e il Cavaliere ed i loro rapporti tesi, non si sorprende: «Scalfaro e un certo mondo berlusconiano erano agli antipodi». Mentre Pisanu invita a lasciare ogni giudizio alla storia: «Credo che valutazioni su una personalità come quella di Scalfaro vadano fatte una volta acquisita la dimensione storica del personaggio». A Bologna, durante il minuto di silenzio in Comune, il Pdl ha lasciato l'aula, «per esprimere dissenso per il suo operato da presidente». A Roma intanto, un lungo applauso di gente comune saluta il feretro che lascia la chiesa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA