Tg1, la Lei prova a salvare l'asse Pdl-Lega
di Maria Berlinguer wROMA Lorenza Lei prova a salvare almeno in Rai l'asse Pdl Lega confermando Alberto Maccari al Tg1 e promuovendo il leghista Alessandro Casarin alla Tgr. Mentre cresce la polemica sul compenso di 750mila euro che l'azienda verserà a Celentano per Sanremo, il direttore generale oggi tenterà il blitz contro il parere del presidente della Rai Garimberti che ha minacciato le dimissioni e contro una delibera del Cda che si era impegnato a non dare incarichi di responsabilità editoriale ai dirigenti andati in pensione. E' il consigliere Nino Rizzo Nervo a ipotizzare che la conferma di Maccari, in pensione dal 31 gennaio scorso, sulla poltrona del Tg1 sarebbe «illegittima», proprio in virtù di quanto stabilito e votato dal cda. Ma il dg Rai davanti alla vigilanza conferma la sua tabella di marcia. «Sulla scelta di Maccari ho deciso in piena autonomia» assicura Lei, negando pressioni da parte del Pdl, già furente per la sostituzione di Augusto Minzolini. «Non è mai accaduto che il direttore della principale testata del servizio pubblico venga nominato da una parte soltanto del consiglio, e forse come scambio per altri incarichi», incalza il dg Rai,Sergio Zavoli. «Personalmente ho difficoltà a credere che tra i 1500 giornalisti la Rai non ne abbia uno in grado di dirigere un testata importante con il consenso unanime del Cda», aggiunge il presidente della Vigilanza. Il dg però è irremovibile. «Ho valutato anche candidature esterne che non hanno trovato condivisione», spiega la Lei, confermando che proporrà di prorogare Maccari fino alla fine del 2012, con un contratto che potrà essere rescisso senza penali dall'azienda. «La toppa è peggio del buco, se il mandato avrà caratteristiche di assoluta provvisorietà a chi giova?», chiede l'Udc Roberto Rao. A rendere ancora più complicata la vicenda del Tg1 c'è poi il caso del consigliere Rai Pdl, Antonio Verro. Verro è diventato deputato lo scorso 17 gennaio ma non ha ancora scelto, come gli impone la legge, tra il Parlamento e la Rai, visto che con la sua entrata a Montecitorio Pdl e Lega sarebbero in difficoltà con lo stesso numero di consiglieri e il voto che vale doppio del presidente. Su twitter intanto dilaga l'ira per il compenso megagalattico del molleggiato. «Monti e Passera taglino il compenso a Celentano», chiede il Pd Carra mentre la Poli Bortone propone uno sciopero della tv. «Non dobbiamo accettare esagerazioni ma c'è sempre il mercato», prova e giustificarsi il dg. «Sui compensi a Celentano il dg invoca la concorrenza: ma chi altro avrebbe offerto tanto per ospitare il molleggiato? Mediaset? La 7?», ironizza Rao. ©RIPRODUZIONE RISERVATA