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VALENZA L'esploratore del jazz arriva in città: il pianista statunitense Uri Caine si esibirà domani sera al teatro Sociale in uno speciale concerto acustico (inizio ore 20.45, ingresso da 25 a 5 euro a seconda del posto scelto). «Onnivoro e imprevedibile, colto e giocoso»: in vent'anni di carriera il musicista di Filadelfia si è meritato ogni genere di definizione da parte dei critici specializzati. Il suo infatti è uno stile particolarissimo che spazia dalla musica elettronica a quella classica passando per la tradizione ebraica e quella più puramente jazzistica. Una miscela unica di forme e memorie, insomma, sempre supportata da una fantasia inesauribile che ha portato gli esperti a definire la musica di Uri Caine è «la quintessenza del jazz di oggi». A Valenza il pianista statunitense arriva con il suo trio formato da John Hebert al contrabbasso e Ben Perovsky alla batteria. Con questa formazione Caine continua la grande tradizione del "piano - basso - batteria", da sempre considerata la formula musicale più interessante sia per il pubblico che per i musicisti grazie alle infinite possibilità che offre. E infatti domani sera a Valenza Uri Caine eseguirà anche alcuni brani da "Siren", suo ultimo lavoro discografico in cui duetta con Hebert e Perovsky, protagonisti di primo piano della scena jazzistica newyorkese. Nato a Filadelfia nel 1956, fin da piccolo Caine studia con il pianista francese Bernard Pfeiffer e mentre impara i segreti del pianoforte ascolta Glenn Gould e Herbie Hancock. Pianista e compositore innovativo,è riuscito a distinguersi per le originali riletture di composizioni classiche alternando l'attività compositiva al ruolo di sideman nei contesti più diversi (le formazioni di Dave Douglas, Arto Lindsay, Sam Rivers, Rashied Alì, Don Byron). La combinazione di importanti frequentazioni jazzistiche e gli studi di musicologia hanno fatto di Caine una personalità artistica sempre pronta a valicare e contaminare i generi musicali più diversi. Il primo disco lo incide nel 1992, quando esce "Sphere music", considerato una delle prime sperimentazioni del jazz postmoderno. Anche negli album successivi infatti il pianista americano passa con leggerezza dalle riletture di Mahler, Bach e Verdi fino alle atmosfere brasiliane ed ebraiche, contaminando le inflessioni più diverse con grande maestria e travalicando ogni frontiera. Nel nostro paese Caine è molto conosciuto per aver diretto la "Biennale musica" di Venezia nel 2003, e per essere stato anche direttore artistico dell'edizione 2007 di Bergamo jazz. D'altronde al pianista di Filadelfia lo Stivale piace molto. «L'Italia è un gran posto per fare musica – ha dichiarato in passato – ho molti amici e avete grandi musicisti. E il pubblico è colto e caloroso». Insomma, adesso tocca soltanto alla platea del teatro di Valenza farsi apprezzare dal musicista statunitense. Gabriele Conta