«La difesa un diritto non una merce»
A Palermo e a Bari hanno abbandonato l'inaugurazione. A Roma, all'Aquila e in altre città hanno addirittura disertato la cerimonia mentre a Torino hanno lasciato la toga a rappresentarli sulla sedia vuota. A Napoli, invece, hanno scelto di partecipare, ma con un vistoso pezzo di nastro adesivo sulla bocca. E quando ha preso al parola il ministro le hanno dato le spalle. E' compatto il fronte della protesta tra gli avvocati in lotta contro il decreto liberalizzazioni. «E' assolutamente inaccettabile - hanno spiegato i legali partenopei - l'attacco sferrato al funzionamento della giustizia, in danno ai cittadini e all'Avvocatura. E' inaccettabile che la professione forense, costituzionalmente garantita, venga assimilata alla vendita di merci e valutata solo per il prezzo al ribasso e che la giustizia sia ridotta a un esercizio per ricchi». «Non c'era nulla da festeggiare. Per questo abbiamo disertato», spiega anche l'Unione camere penali affermando che «come sempre anche quest'anno dai magistrati non è venuto un briciolo di autocritica».